Cronaca Italia

Si finge intermediario immobiliare e ruba 7mila euro a due coppie di anziani

Si finge intermediario immobiliare e ruba 7mila euro a due coppie di anziani

Si finge intermediario immobiliare e ruba 7mila euro a due coppie di anziani

BELLUNO – Si è finto un intermediario immobiliare e ha raggirato due coppie di anziani, derubandoli di quasi settemila euro. Questa l’accusa con cui Graziano Da Lio è stato arrestato tra Lamon e Sovramonte, nella provincia di Belluno. L’uomo era conosciuto col nome falso di Graziano Tarsilio, con tanto di residenza fittizia, ma di fatto un senza fissa dimora dal 2010.

Roberto Curto sul quotidiano Il Corriere della Alpi scrive che l’uomo di 66 anni aveva già messo a segno diversi raggiri tra Veneto e Lombardia. L’ulimo risale a gennaio 2016 quando una coppia di anziani coniugi di Lamon presentano una querela nei confronti di un presunto intermediario immobiliare:

“dopo avere messo in vendita un’abitazione di loro proprietà vengono contattati da un sedicente intermediario che dice di chiamarsi Graziano Tarsilio, il quale sostiene di essere in grado di reperire un acquirente per un prezzo maggiore di quello richiesto dai coniugi. Stipula un falso contratto di compravendita, lasciando ai coniugi di Lamon, come garanzia una cambiale da ventimila euro. Tale cambiale, però, oltre a essere totalmente priva di valore perché rilasciata con l’inganno, per la mancanza del bollo non poteva neanche avere titolo esecutivo. Da Lio alias Tarsillo, per la sua mediazione, si fa pagare in contanti 2.440 euro.

Nello stesso mese di gennaio 2016, il veneziano colpisce nel sovramontino, questa volta a danno di un’altra coppia di anziani residenti all’estero. Questa volta, per la consulenza, riesce a scucire 4.492 euro. La sensazione degli investigatori è che qualche altra persona potrebbe essere stata raggirata da Da Lio ed è per questo che viene fatto un appello, ad eventuali altri truffati, a farsi avanti rivolgendosi alle forze dell’ordine. I carabinieri di Lamon hanno comunque raccolto gravi e concordanti indizi di colpevolezza, che riferiti all’autorità giudiziaria hanno consentito di emettere l’ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita alcuni giorni fa a Marghera”.

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