Cronaca Italia

Siccità, M5s chiede stato d’emergenza. Raggi: “Roma non può restare senz’acqua”. Ipotesi turnazione

Siccità, M5s chiede stato d'emergenza. Raggi: "Roma non può restare senz'acqua". Ipotesi "turnazione"

Le Dune, località nel comune di Anguillara in cui il Lago di Bracciano si è molto abbassato (foto Ansa)

ROMA – M5s chiede che il Consiglio dei ministri assuma un’iniziativa sulla situazione idrica di Roma dichiarando lo stato di emergenza così come deliberato a fine giugno per le province di Parma e Piacenza.

La richiesta di stato di emergenza è stata inoltre oggetto di una lettera di Acea alla Regione e al prefetto, che a sua volta avrebbe inoltrato la missiva ai ministri.

Nel frattempo il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, sulla crisi idrica del lago di Bracciano ha spiegato: “Stiamo cercando con il governo una possibile soluzione per porre rimedio a un danno e a una situazione drammatica non creata da noi, ma che noi abbiamo denunciato, segnalato e sulla quale il tribunale delle acque ci ha dato ragione.”

Sulla vicenda è intervenuta anche la sindaca di Roma: “E’ intollerabile che Roma venga privata dell’acqua è un danno enorme per i cittadini, per le attività economiche e commerciali. E’ un danno di immagine per tutta l’Italia. Ma sono preoccupata soprattutto per la fornitura di acqua ad ospedali, case di cura, strutture sanitarie e, non ultimo, per l’approvvigionamento ai Vigili del Fuoco che in un periodo come questo risulta di fondamentale importanza. Il Governo intervenga subito con gli strumenti che ha a disposizione”.

Sono passate 12 ore dallo stop imposto dalla Regione Lazio ai prelievi dal lago di Bracciano, e sulla città c’è lo spettro dell’acqua razionata che incombe. Tra le ipotesi in campo resta quella della turnazione che coinvolgerebbe 1 milione e mezzo di romani articolata in 8 ore di stop alternato in tre fasce orarie per aree.

Ad annunciare la possibilità di questa misura era stata la stessa Acea: “La drastica riduzione dell’afflusso di acqua alla rete idrica ci costringerà a mettere in atto una rigida turnazione nella fornitura che riguarderà circa 1.500.000 romani”. Sempre la multiutility ha spiegato così la stima di coloro che potrebbero essere raggiunti dal provvedimento nei prossimi giorni: l’acqua captata dal lago di Bracciano, circa l’8% del totale, serve a coprire il fabbisogno di circa 400mila persone che, in sua assenza, resterebbero a secco per 24 ore. Per evitarlo, ecco l’idea di ridurre i disagi ‘spalmandoli’.

Se il razionamento per ora è ancora uno spettro (che sia il governo, sia il Comune vorrebbe scongiurare), di certo e realmente ‘in progress’ c’è il piano di chiusura temporanea delle fontanelle pubbliche della città  elaborato dalla società come una delle misure per far fronte alla crisi idrica. Fino ad ora sono stati chiusi oltre duecento nasoni e si andrà avanti, forse intensificando il ritmo ma senza però arrivare a chiuderli tutti. Nell’hinterland della Capitale la misura dell’acqua razionata è già una realtà che interessa più di venti comuni in diversa maniera: tutti i giorni o un giorno sì e uno no; ad aree alternate o in singole strade.

Nel muro contro muro di questi giorni tra Acea e Regione è riemerso anche il nodo infrastrutture. Tolto il lago di Bracciano, secondo la società “l’unica fonte dalla quale è possibile prelevare più acqua” è il Peschiera” ma “l’acquedotto, realizzato oltre 80 anni fa, non può captare più di 9.100 litri al secondo. Da qui l’ormai improrogabile necessità di investire in nuove infrastrutture”.

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