Blitz quotidiano
powered by aruba

Sicilia, piromani danno fuoco ai gatti: correndo incendiano tutto

ROMA – “Cinquecento fuochi non si innescano per autocombustione. Aspettavano lo scirocco”. Ma trovare i responsabili non sarà facile, “perché usano tecniche efferate. Usano gli animali come piromani. Danno fuoco ai gatti che correndo incendiano tutti i cespugli che toccano”. Lo afferma Giuseppe Antoci, presidente del Parco dei Nebrodi, che in un’intervista al Corriere della Sera annuncia: “Ci costituiremo parte civile nei processi ai piromani”.

Antoci si dice convinto che tra i piromani ci siano anche i suoi nemici, “perché la mafia dei pascoli faceva affari d’oro che abbiamo mandato all’aria. Loro prendevano i terreni del demanio in affitto e poi incassavano i contributi europei guadagnandoci il 2.000%. Tra il 2007 e il 2013 sono stati stanziati 3 miliardi di euro”, spiega. “Con il nostro protocollo di legalità non possono più prenderli e a chi li aveva sono stati tolti. Non è abbastanza per dare fuoco a zone meravigliose?”.

Nel maggio scorso Antoci è stato vittima di un agguato e si è salvato per un soffio. Intorno alle due di notte del 18 maggio due persone hanno sparato contro l’auto e la scorta di Antoci lungo la strada statale che collega San Fratello a Cesarò, in provincia di Messina. Un poliziotto della scorta ha risposto al fuoco mettendo in fuga i due. Il presidente e l’agente sono stati condotti per precauzione all’ospedale di Sant’Agata Militello, ma non sono feriti. Antoci stava rientrando da Cesarò dove aveva partecipato a una manifestazione.

Da alcuni anni alla guida del Parco dei Nebrodi, Antoci ha segnalato il vorticoso giro di denaro in mano alle associazioni mafiose e qualcuno gli aveva spedito dei proiettili come avvertimento.