Cronaca Italia

Smartphone a scuola, troppe distrazioni: gli studenti di Finale Ligure li autosequestrano

SAVONA – Un gruppo di studenti ha scelto di autosequestrarsi gli smartphone dopo aver visto che il proprio rendimento era in calo. La storia di diligenza da parte di un gruppo di alunni arriva da un istituto alberghiero di Finale Ligure, in provincia di Savona, dopo aver visto un peggioramento dei propri voti. I ragazzi hanno così deciso di lasciare i telefonini in un cassetto della cattedra all’inizio delle lezioni per poi recuperarli prima di uscire da scuola.

Silvia Andretto sul Secolo XIX scrive che gli smartphone rappresentano una grande distrazione per gli studenti e la scelta di lasciarli in cattedra per poi riprenderli a fine lezioni rappresenta un esempio di maturità che non ci si aspetta da dei ragazzi di appen 15 anni. Michela Orecchi, vicepreside dell’istituto, racconta al quotidiano:

“La decisione è stata presa durante l’assemblea di classe dagli studenti, insoddisfatti dei risultati della scheda di valutazione del primo quadrimestre. Gli allievi hanno identificato nel cellulare, utilizzato anche durante le lezioni, un motivo di distrazione e di conseguente calo del rendimento. Spesso i docenti devono ritirarlo, per poi riconsegnarlo a fine mattinata, con perdite di tempo e distrazione della classe”.

Se l’utilizzo dei cellulari in classe è vietato ormai da anni dai regolamenti, la dipendenza degli adolescenti da questi dispositivi è nota e non tutti sono in grado di separarvisi. Eppure questi studenti sono riusciti a trovare un buon compromesso e per questo sono stati lodati:

“«Desidero complimentarmi con gli studenti che hanno deciso di depositare il cellulare all’ingresso in aula per non farsi distrarre – dice Alfonso Gargano, dirigente del liceo Chiabrera-Martini di Savona e in reggenza all’Issel di Finale Ligure -. Scelta che denota una presa di coscienza del problema e maturità nell’affrontarlo». All’istituto tecnico “G. Falcone” di Loano, negli anni scorsi, in alcune classi, i cellulari venivano ritirati alla prima ora e custoditi dalla dirigente fino a fine lezioni.

«È stato un provvedimento che ha dato buoni risultati – dice la dirigente Ivana Mandraccia -. Quest’anno non abbiamo avuto ancora alcun caso tale da farci prendere nuovi provvedimenti». Simonetta Barile, dirigente del liceo “G. Bruno” di Albenga e in reggenza dell’Agrario, dell’Itis e dell’alberghiero di Alassio, sottolinea che il problema è presente nei licei come negli istituti tecnici o professionali. «Al momento non abbiamo dovuto mettere in atto alcuna azione particolare – dichiara Barile -. È infatti un problema sotto controllo. Anche se, per gli insegnanti, è all’ordine del giorno. Nel caso il docente noti che un allievo si distrae col cellulare lo ritira per riconsegnarlo a fine lezione»”.

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