Blitz quotidiano
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Sofiane Kanane, sospetto terrorista in Italia verso Siria

Il sospetto terrorista algerino sarebbe pronto ad unirsi ai jihadisti dell'Isis e per le autorità francesi è in Italia, da cui tenterà di raggiungere la Siria

GENOVA – Lui è algerino, viene dalle banlieu di Parigi dove è cresciuto e vuole raggiungere la Siria per unirsi ai jihadisti dell’Isis. Il sospetto terrorista si chiama Sofiane Kanane, ha 30 anni e ora potrebbe trovarsi in Italia. Secondo le autorità francesi il sospetto terrorista si è avviato verso un percorso di radicalizzazione e avrebbe passato il confine di Ventimiglia arrivando in Italia per poi fuggire in Siria e unirsi all’Isis.

Tommaso Fregatti e Marco Grasso sul Secolo XIX scrivono che il sospetto terrorista è in fuga attraverso l’Italia con un complice, che però non è stato ancora identificato:

“La caccia, iniziata martedì pomeriggio, continua. I controlli straordinari in porto e all’aeroporto finora non hanno dato frutto. Secondo il dispaccio dell’Interpol di Nizza la coppia sarebbe «pericolosa e armata». Il ministero dell’Interno ha diramato una nota di ricerca tutt’ora valida. Gli inquirenti danno la caccia a un furgone grigio, con targa belga, partito da Parigi e, secondo l’informativa arrivata d’Oltralpe, in transito attraverso la Liguria.

Le ricerche degli ultimi due giorni si sono scontrate con la genericità dell’allarme: «In questo periodo – ragiona una fonte qualificata – Nessuna autorità europea rischia a tenere una notizia per sé, anche se questo può significare fornire una comunicazione a cui possono mancare dettagli fondamentali». L’allerta del Viminale rimane valida ed estesa a tutte le forze dell’ordine impegnate sul territorio nazionale.

Alcuni elementi che potrebbero fornire qualche informazione in più emergono da un profilo Facebook, all’attenzione degli investigatori, che stanno cercando di capire se appartiene effettivamente alla persona ricercata. L’ultimo post risale ai primi di gennaio e mostra un predicatore che commenta un video di bambini siriani colpiti dalla guerra civile, che invita a fare qualcosa per salvarli”.


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