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Soldatessa esclusa dal concorso perché incinta fa ricorso. Secondo caso in 5 anni

ROMA – Esclusa dal concorso nella Guardia di Finanza perché incinta, fa ricorso al Tar, lo stesso Tribunale regionale amministrativo del Lazio che nel 2011 si espresse su un caso analogo, dando ragione alla soldatessa, Valentina Fabri. 

Il secondo caso del genere in pochi anni, spiega Paola Italiano su La Stampa, riguarda una giovane soldatessa che si è vista escludere dal concorso per il reclutamento di 400 allievi per il 2016 a causa dello stato di gravidanza, che, secondo il verbale, comporta “il temporaneo impedimento all’accertamento dell’idoneità al servizio nella Guardia di Finanza”. 

Ma, sottolinea La Stampa, se è vero che la gravidanza impedisce l’accertamento sanitario di idoneità al servizio, è vero anche che è solo temporaneo, e quindi non può determinare una esclusione definitiva. Questa tesi era stata già sostenuta nel 2011 dai giudici del Tar del Lazio, che avevano sottolineato come “lo stato di gravidanza non può essere considerato una malattia o un’imperfezione” che può inficiare l’idoneità psico-fisica della aspirante soldatessa.

In quel caso la ricorrente, la caporalmaggiore Valentina Fabri, fu riammessa al concorso con tanto di scuse della Difesa, che non impugnò la sentenza di fronte al Consiglio di Stato.

In quel caso il Tar dispose l’ammissione con riserva al concorso considerando che “il ricorso ad una prima sommaria delibazione propria della fase cautelare, presenta sufficienti elementi di fondatezza, tenuto conto della vigente normativa in materia di tutela della maternità, ispirata ai valori, costituzionalmente garantiti, del rispetto della vita umana”.

 


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