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Sostanze tossiche nel sangue dei veneti: scandalo Pfas

VENEZIA – Sostanze tossiche nel sangue dei veneti: sono le sostanze  perfluoroalchiliche (Pfas) usate per produrre le pentole antiaderenti, la carta da forno o il Goretex degli abiti e sversate per trent’anni senza limiti, perché limiti di legge sugli scarichi non ce n’erano e ancora non ce ne sono, scrive Alda Vanzan sul Gazzettino.

Quelle sostanze tossiche, prodotte dalla fabbrica Miteni di Trissino (Vicenza), hanno contaminato le falde e i pozzi di 31 Comuni del Veneto e sono entrate nel sangue degli abitanti di quelle zone.

Scrive Vanzan sul Gazzettino che su un campione di 507 veneti dei Comuni di Montecchio Maggiore, Lonigo, Brendola, Creazzo, Altavilla, Sovizzo, Sarego (i più esposti), Mozzecane, Dueville, Carmignano, Fontaniva, Loreggia, Resana, Treviso (la cosiddetta area di controllo) uno su due sono risultati positivi alle analisi. Adesso i singoli cittadini verranno contattati dalle strutture sanitarie. Che cosa rischino, non è dato saperlo. Quel che si sa, però, non è rassicurante, come spiega Vanzan:

I Pfas sono potenzialmente cancerogeni, anche se i test finora eseguiti hanno dato esiti negativi, compreso il tumore al testicolo che secondo i sanitari è quello più correlabile all’accumulo di queste sostanze. In ogni caso il Registro tumori ha deciso di tenere sott’occhio l’area contaminata. I Pfas potrebbero far aumentare il colesterolo piuttosto che causare disturbi renali.

I cittadini dell’area contaminata saranno sottoposti a uno screening, e oltre 250mila persone saranno invitate dalle rispettive Ulss a sottoporsi a esami del sangue e marcatori tumorali. Non pagheranno un centesimo di ticket, l’esenzione avrà un preciso nome: “Codice Pfas”.

Il problema Pfas non è una cosa recente: il caso esplose nel 2013, racconta Vanzan, quando a Venezia arrivarono i risultati di uno studio del Cnr (il Consiglio nazionale delle ricerche).

Sempre sul Gazzettino, Daniela Boresi stila l’elenco dei Comuni più esposti:

Un bacino che comprende circa 240mila persone, 60mila delle quali sono da considerarsi comunque esposte. La Regione ha sottoposto ad esami 480 persone che vivono nelle aree più critiche per verificare le concentrazioni di tutti i tipi di Pfas e di Pfos nel sangue e le eventuali ricadute genetiche.

I comuni più esposti (dove nelle acque della rete e dei pozzi privati sono stati trovati tutti i composti) sono Brendola, Lonigo, Montecchio Maggiore, Sarego, Trissino, Altavilla Vicentina, Creazzo, Noventa Vicentina, Poiana Maggiore, Sossano, Sovizzo, Vicenza (tutti comuni del Vicentino); Montagnana, Carmignano, Fontaniva, Loreggia, Resana, Treviso. Nel Veronese: Albaredo d’Adige, Cologna Veneta, Bonavigo e Legnago. Ci sono poi altri comuni dove c’è la presenza solo di alcuni dei 12 inquinanti incriminati.

 

 


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