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Spaccio oppiacei per malati terminali: 6 medici coinvolti

ROMA – Spaccio oppiacei con ricetta in Calabria: 6 medici coinvolti. Una truffa al Servizio sanitario nazionale è stata scoperta a Rende, in Calabria, dai carabinieri che hanno fatto luce su un’attività di prescrizione abusiva e spaccio “non convenzionale” di farmaci psicotropi contenenti oppiacei. Due sono le persone arrestate e poste ai domiciliari nell’ambito dell’operazione denominata “Fentanil”: si tratta di Stefano Natalizio, sorvegliato speciale, di 54 anni, e F.T di 38.

Per altre otto persone quasi tutte con precedenti è stato disposto l’obbligo di presentazione mentre per sei medici di base è stato disposto il sequestro preventivo per equivalente di somme che vanno da poche migliaia ad un massimo di quasi 50 mila euro. I provvedimenti sono stati disposti dal gip del tribunale di Cosenza, Giuseppa Ferrucci, su richiesta del sostituto procuratore Giuseppe Visconti.

Il Fentanil è una una droga sintetica dell’oppioide che è usata come adiuvante potente dell’anestetico o dell’analgesico. Le indagini sono partite da un episodio che ha visto vittima inconsapevole un bambino di due anni. Il 29 giugno 2013 il piccolo è giunto in gravi condizioni in ospedale. I genitori hanno riferito che il bambino aveva accidentalmente ingerito dei farmaci antidolorifici presenti in casa, ed in conseguenza di ciò aveva perso i sensi. Nell’abitazione dei genitori, i carabinieri hanno trovato diverse dosi di un farmaco avente composizione simile alla morfina.

Successivamente il padre del piccolo, in preda a sensi di colpa, ha spontaneamente dichiarato di fare uso del farmaco in considerazione degli effetti fortemente allucinogeni, paragonabili agli oppiacei, che il medicinale provocava. Lo smercio dei farmaci, secondo quanto emerso dalle indagini, è stato attuato attraverso l’illecita prescrizione da parte di medici compiacenti.

I quali, pur essendo perfettamente a conoscenza dell’uso fatto dai pazienti, che non presentavano patologie per le quali fosse necessaria una specifica terapia del dolore con oppiacei, redigevano certificazioni false attestanti condizioni patologiche non veritiere e inducevano il servizio sanitario nazionale alla consegna di medicinali a persone che non ne avevano diritto. Questi ultimi o li assumevano personalmente, essendo tossicodipendenti, oppure li rivendevano ad altri.