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Sparò ai ladri in negozio: accusato di tentato omicidio

FORMIGINE (MODENA) – Sparò ai ladri sorpresi a rubare nel suo negozio: è accusato di tentato omicidio. Era il novembre del 2009 quando Giuliano Barbieri, 69 anni, titolare di un negozio di abbigliamento a Formigine (Modena), dopo essersi accorto che qualcosa non andava, scese dall’appartamento in negozio e vi trovò tre ladri. Due riuscirono a fuggire, il terzo, Nenad Ljumovic, montenegrino di 27 anni, venne invece ferito gravemente dai colpi di pistola sparati da Baribieri.

Per quei colpi esplosi dalla Beretta calibro 9 regolarmente detenuta da Barbieri, che gli provocarono ferite alla mandibola, al polmone e all’avambraccio destro, con l’amputazione della prima falange dell’indice della mano sinistra, adesso Ljumovic chiede i danni.

La vicenda è raccontata dalla Gazzetta di Modena: 

“Aveva reagito all’ennesima spaccata impugnando una pistola. Era sceso dall’appartamento in negozio, per affrontare e smarrire i tre ladri che glielo stavano svaligiando, ed ha finito per ferirne gravemente uno.

Risultato: il negoziante è stato imputato di tentato omicidio, due dei banditi sono fuggiti dileguandosi nel nulla e il terzo, gravemente ferito, oggi chiede a quel negoziante di essere risarcito. (…)

L’episodio a Formigine aveva destato parecchio scalpore, poiché il Barbieri era un negoziante stimato. Dichiarò da subito di aver reagito per legittima difesa, circostanza che non ha mai convinto la Procura.

(…) Nenad Ljumovic, all’epoca 27enne, si è costituito parte civile all’udienza con l’avvocato Nicoletta Tietto, per ottenere un risarcimento che non ha ancora quantificato, ma che potrebbero essere davvero ingenti. In sede di incidente probatorio, il montenegrino aveva raccontato che Barbieri gli aveva sparato mentre tentava la fuga”.

La difesa, però, nega quella ricostruzione e sostiene che i colpi siano stati sparati quando il ladro era di fronte al negoziante, e non di spalle.

“Aimi e la collega hanno così richiesto un supplemento di indagini proprio per rinvenire – sebbene a distanza di 6 anni – le tracce ematiche su un tappeto che si trovava all’ingresso del locale. Macchie la cui forma e connotazione potrebbe dimostrare la posizione del ladro, frontale rispetto a Barbieri.

Il Gip ha conseguentemente disposto l’approfondimento richiesto dalla difesa, affidandolo ai Ris di Parma, ed ha rinviato l’udienza al 5 maggio. Nel corso delle indagini era emerso che il dna lasciato da due dei ladri non identificati corrispondeva allo stesso lasciato in numerose altre spaccate analoghe”.


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