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Spese processuali a carico, Montedison Mantova tutti delusi

Pene dimezzate al processo in Corte d'Appello per i 10 ex dirigenti accusati di omicidio colposo ai danni di 73 operai esposti a sostanze chimiche dannose. Il tribunale aveva ridotto il numero delle vittime certe a 11. Non ne facevano parte due operai i cui parenti hanno insistito a chiedere giustizia, che ora dovranno pagare le spese

MANTOVA – Spese processuali a carico dei parenti di due dei 73 operai che risultano morti per malattie correlabili a sostanze tossiche con cui sono venuti a contatto in fabbrica (amianto, diossine, benzene, stirene, butadiene, acrinlonitrile e dicloretano)  fra il 1970 e il 1989. Suona beffa molto amara, ma è la legge.

Dei 73, però, già il Trbunale aveva limitato il diritto al risarcimento a 11 e quelli i cui parenti ora dovranno pagare erano stati esclusi.  La sentenza del processo in Corte d’Appello a Brescia a carico di 10 ex dirigenti dello stabilimento Montedison di Mantova delude i familiari delle vittime, perché le pene inflitte in primo grado sono state complessivamente dimezzate e anche gli imputati, che contavano in una piena assoluzione, anche in conseguenza di una recente evoluzione giurisprudenziale che ha visto ribaltate sentenze di condanna per mesoteliomi da amianto.

Già in primo grado i familiari degli operai deceduti Guglielmo Zavattini e Sergio Roncari erano stati esclusi dalla lista degli 11 riconosciuti vittime di omicidio colposo e per i quali 10 ex dirigenti del gruppo petrolchimico sono stati condannati per omicidio colposo. Hanno insistito a cercare giustizia ma hanno perso e la legge prevede il pagamento delle spese processuali.

Causa delle riduzioni di pena la prescrizione intervenuta per alcuni reati e il mancato riconoscimento di colpevolezza per il reato di omissione dolosa delle cautele contro gli infortuni sul lavoro.

Nel dettaglio, riferisce la Gazzetta di Mantova,

“le condanne per omicidio colposo sono state così rimodulate: 2 anni e 2 mesi di reclusione per Giorgio Mazzanti (5 anni in primo grado); 3 anni e 6 mesi per Pier Giorgio Gatti (7 anni e 6 mesi); 2 anni e 10 mesi per Paolo Morrione (5 anni e 6 mesi); 2 anni e 6 mesi per Andrea Mattiussi (4 anni e 3 mesi); 2 anni e 6 mesi per Gianluigi Diaz (4 anni e 6 mesi); 3 anni e 6 mesi per Amleto Cirocco (8 anni e 10 mesi); 3 anni e 2 mesi per Gaetano Fabbri (7 anni e 8 mesi); 2 anni e 6 mesi per Gianni Paglia (5 anni e 7 mesi); 1 anno e 8 mesi per Francesco Ziglioli (2 anni e 4 mesi)”.

La Corte d’Appello di Brescia legge la sentenza sui morti allo stabilimento Montedison di Mantova