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Stefania Formicola, uccisa dal marito, nel 2013 scriveva: “Se muoio…”

ROMA – Stefania Formicola è stata uccisa mercoledì, a 28 anni, dal marito. Un colpo di pistola alla pancia, durante una lite in macchina, l’ennesima lite violenta che segnava il loro breve matrimonio. Ma Stefania già nel 2013 temeva per la sua vita e scriveva, il 28 di aprile di 3 anni fa: “Alla mia morte, qualunque ne sia la causa, mio figlio deve essere affidato a mia madre e mio padre e in caso di loro morte a mia sorella Fabiana”.

Stefania lascia due bambini piccoli, nati dal matrimonio con Carmine, ora accusato del suo omicidio. Una storia fatta di liti e riappacificazioni, di corse dai carabinieri e all’ospedale ma senza mai dire del tutto basta. E’ forse per questo, per paura e debolezza, che Stefania si è decisa solo ultimamente a fare le valigie e a tornare coi figli a casa dei genitori, a Sant’Antimo, provincia di Caserta. Ma qualcosa comunque la riportava da Carmine: l’ultima notte della sua vita Stefania l’ha passata con lui, nella loro casa. Il giorno dopo il marito l’ha uccisa.

“Si erano conosciuti attraverso un sito internet – ricorda Adriana, la mamma di Stefania – poi avevano deciso di mettersi insieme e di sposarsi anche se lui aveva già una figlia da una prima compagna”.

“Carmine la picchiava, la maltrattava, poi si metteva in ginocchio e chiedeva perdono”, racconta Adriana. Un copione che ha funzionato tante volte perché Stefania ogni volta cedeva e tornava da lui. “Aveva paura, ma non si rivolgeva alle forze dell’ordine perché sapeva come sarebbe finita se lo avesse fatto”. Poi 15 giorni fa qualcosa cambia: Stefania bussa alla porta dei genitori: “Non lo voglio più – aveva detto – Carmine mi picchia e mi ha anche puntato una pistola in faccia”. Una separazione durata solo qualche giorno: Carmine è riuscito a riprendersi Stefania ma stavolta l’ultima lite è finita in tragedia.


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