Cronaca Italia

Stefano Cucchi, indagati altri due carabinieri, Enrico e Sabatino Mastronardi

Stefano Cucchi, indagati altri due carabinieri, Enrico e Sabatino Mastronardi

Stefano Cucchi, indagati altri due carabinieri, Enrico e Sabatino Mastronardi (Foto Ansa)

ROMA – Caso Cucchi, indagati altri due carabinieri. Secondo l’accusa mentirono al pubblico ministero che indagava sulla morte del giovane geometra romano. I due, riferisce Giuseppe Scarpa su Repubblica, sono Enrico e Sabatino Mastronardi, padre e figlio. Avrebbero negato di aver visto Stefano Cucchi malconcio.

Ma non è questa l’unica novità nelle indagini. La polizia scientifica ha infatti decifrato il registro di foto segnalamento che sarebbe stato occultato dai carabinieri che arrestarono Stefano Cucchi per eliminare ogni traccia del suo passaggio dalla stazione Casilina, dove Cucchi sarebbe stato picchiato.

Scrive Repubblica:

Cosa c’è scritto nel registro e perché ha un valore così importante per gli inquirenti? “Non fotosegnalato in quanto inveiva contro gli operanti”, questa frase ben cancellata significa prima di tutto che Cucchi passò per quella stazione. Ma c’è ovviamente molto di più. Il geometra si ribellò al foto segnalamento, inizialmente i militari annotarono la sua reazione poi però accadde l’imponderabile. I carabinieri avrebbero dovuto contestargli un nuovo reato “resistenza a pubblico ufficiale”. Probabilmente, ragionano gli inquirenti, optarono per un’altra strada. Cucchi venne picchiato. I militari a questo punto si resero conto di aver esagerato e allora decisero di eliminare ogni passaggio del geometra dalla stazione Casilina. Bianchetto alla mano cancellarono il nome di Cucchi.

Enrico e Sabatino Mastronardi, marescialli dei carabinieri, non sono implicati nel pestaggio a Stefano Cucchi. A loro la procura contesta di aver mentito, negando di aver visto Cucchi pestato. Le cose, però, sarebbero andate diversamente, ricostruisce Repubblica:

Il carabiniere Riccardo Casamassima (…) riferì agli inquirenti di aver saputo dell’aggressione a Stefano grazie a due circostanze. La prima è quando Roberto Mandolini, il comandante della stazione Appia (quella di appartenenza dei tre presunti autori del pestaggio), riferisce a Enrico Mastronardi (superiore di Casamassima) dell’aggressione di un giovane, Cucchi appunto, da parte di alcuni suoi sottoposti. (…) Casamassima però riceverà anche la confessione di Mastronardi jr, militare della caserma di Tor Sapienza che vide Cucchi malconcio dopo le botte la mattina del 16 ottobre 2009. Ebbene i due Mastronardi vennero convocati in procura e, per il pm, mentirono. L’uno negò di aver ascoltato le confessioni di Mandolini e l’altro di aver visto Cucchi malconcio.

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