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Stefano Miniati morto: gli lasciarono pinze nell’addome 2 anni fa

MASSA CARRARA – Due anni fa lo operarono all’intestino e nei mesi successivi fu devastato da dolori lancinanti all’addome. Per più di quattro mesi ha sofferto in silenzio, prima di tornare nello stesso ospedale a fare una radiografia: è così che gli hanno trovato dimenticata nella pancia una pinza lunga 18 centimetri. Serviva allora un nuovo intervento per rimuoverla immediatamente. L’incredibile storia raccontata dal quotidiano Il Tirreno ha un tragico epilogo: due anni più tardi il paziente muore. Secondo la famiglia fu proprio quel clamoroso errore a costringerlo a un lungo calvario e poi alla morte.

Il paziente si chiamava Stefano Miniati, aveva 57 anni, ed era l’erede dell’archivio storico fotografico del nonno, un pezzo di storia della Toscana. Si è spento martedì all’ospedale Cisanello di Pisa. Sotto accusa anche l’altro ospedale, quello di Massa Carrara dove è stato operato.

I legali della famiglia hanno sporto denuncia contro entrambi ospedali per omicidio colposo. Come riporta il Tirreno:

I legali chiedono alle due procure di fare luce su un’eventuale rapporto di consequenzialità tra la dimenticanza della pinza e il successivo aggravarsi della patologia e di verificare se si possano ravvisare, nelle strutture in cui Miniati è stato ricoverato, carenze di cure o eventuali errori. «La dimenticanza della pinza – l’avvocato Angiolini ripercorre la vicenda – ha costretto Miniati a sottoporsi ad un secondo intervento, a distanza ravvicinata dal primo e noi ipotizziamo abbia contribuito all’aggravarsi delle sue condizioni di salute impedendogli anche, per un periodo, di sottoporsi a terapie».

Un errore che – stando alla ricostruzione dell’avvocato – avrebbe, appunto, contribuito ad indebolire lo stato di salute di Stefano Miniati determinato una serie di ricadute fino ad una terza operazione, a Cisanello e ad una quarta, resasi necessaria per una emorragia. Alle Procure gli avvocati chiedono di aprire un fascicolo e disporre a breve l’autopsia per accertare le cause della morte. Il corpo è, infatti, a disposizione dell’autorità giudiziaria che in giornata deciderà se autorizzare l’esame autoptico.

Stefano Miniati aveva 57 anni e portava un nome noto in città: il nonno Giulio è l’autore di fotografie che sono pezzo di storia e identità dell’intera città. Ha la firma di Giulio Miniati lo scatto che immortala un piccolo di altri tempi che allunga la manina per avere una castagna dal “mundinaro”. L’archivio comprende 8.250 lastre fotografiche che rappresentano la vita di Massa tra il 1904 e il 1945. Un patrimonio che Stefano era impegnato a tutelare e a valorizzare, soprattutto dopo il riconoscimento dell’interesse storico da parte della soprintendenza.