Cronaca Italia

Stefano Perale ha colpito Biagio Buonomo sul divano, poi l’ha finito a colpi di spranga in giardino

Stefano Perale ha colpito Biagio Buonomo sul divano, poi l'ha finito a colpi di spranga in giardino
Stefano Perale ha colpito Biagio Buonomo sul divano, poi l'ha finito a colpi di spranga in giardino

Stefano Perale ha colpito Biagio Buonomo sul divano, poi l’ha finito a colpi di spranga in giardino

VENEZIA – Prima lo ha sedato, poi lo ha colpito una prima volta sul divano e infine lo ha trascinato in giardino, dove lo ha finito a colpi di spranga. Stefano Perale ha colpito più volte Biagio Buonomo, “colpevole” di essere il fidanzato e futuro padre del figlio che la sua ex studentessa Anastasia Shakurova, uccisa al quinto mese di gravidanza. Poi ha ripulito la scena del crimine, mostrando una lucidità nel suo delirio omicida.

Il Gazzettino scrive che gli inquirenti stanno ricostruendo passo dopo passo il terribile omicidio di Anastasia e del fidanzato Biagio, invitati a cena, sedati e sterminati da Stefano Perale. Ad un primo esame della scena del crimine però erano passate inosservate le macchie di sangue nel salotto, ripulite dall’assassino:

“Ulteriori elementi di indagine emergono dal nuovo sopralluogo della polizia scientifica sul luogo del delitto, quella casa di via Abruzzo dove Stefano Perale, il professore omicida, aveva architettato la trappola mortale per la donna per cui aveva perso la testa, la 30enne russa Anastasia Shakurova, e per il suo fidanzato, il 31enne casertano Biagio Buonomo. La scientifica ha passato a setaccio l’intero appartamento con il luminol, trovando alcune impercettibili tracce ematiche sopra al divano e sul pavimento in soggiorno. Tracce che erano sfuggite alla prima ispezione perché, con ogni probabilità, Perale aveva provato a ripulire la scena del crimine. Gli agenti hanno sequestrato, inoltre, il pc di Perale. File e movimenti online verranno analizzati in laboratorio per ricostruire ulteriormente, se ce ne fosse bisogno, i movimenti e le relazioni del professore”.

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