Cronaca Italia

Stefano Perale e quei due video choc di Anastasia Shakurova girati dopo averla sedata

Stefano Perale e quei due video choc di Anastasia Shakurova girati dopo averla sedata

Stefano Perale e quei due video choc di Anastasia Shakurova girati dopo averla sedata

VENEZIA – Stefano Perale ha sedato Anastasia Shakurova e il fidanzato Biagio Buonomo, poi li ha uccisi. Il professore di 50 anni era ossessionato dalla sua ex allieva e dopo averla stordita a cena avrebbe girato due video con il suo cellulare in pose oscene. Due video che potrebbero spiegare il movente di questo terribile duplice omicidio consumato a Mestre, per cui Perale si è poi costituito alla polizia ammettendo di aver massacrato i corpi dei due fidanzati.

Davide Tamiello sul quotidiano Il Gazzettino scrive che per gli inquirenti Perale sarebbe stato accecato dalla gelosia, ma c’è un lasso di tempo tra il delitto e la chiamata al 113 per costituirsi in cui il professore di inglese avrebbe approfittato del corpo di Anastasia, che era tramortita, per girare due filmati:

“Che cosa abbia fatto il professore accusato del duplice omicidio di Anastasia Shakurova (incinta al quinto mese) e del suo fidanzato, Biagio Buonomo, in quei pochi ma interminabili minuti, è l’interrogativo su cui stanno indagando gli agenti della squadra mobile di Venezia. L’ipotesi investigativa dei detective lagunari è che la risposta si nasconda nei due video rinvenuti nello smartphone sequestrato al 50enne mestrino. Due filmati, di cui finora non si conosceva l’esistenza, di natura sessuale, non meglio precisata, nei confronti della giovane russa. Secondo gli inquirenti, Perale li avrebbe girati proprio in quel momento. Per evitare qualunque rischio di contaminazione della prova, il cellulare con i due file è stato inviato alla sezione della scientifica a Roma. Stando alla cronologia della galleria multimediale del telefono di Perale, l’uomo, dopo aver stordito la donna con una massiccia dose di sonnifero fino a farle perdere i sensi, l’avrebbe filmata in pose oscene”.

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