Cronaca Italia

Strage di Viareggio, condannati ex ad di Rfi e sanzioni per 1mln euro: “Sentenza populista”

Strage di Viareggio, condannati ex ad di Rfi e sanzioni per 1mln euro: "Sentenza populista"

Strage di Viareggio, condannati ex ad di Rfi e sanzioni per 1mln euro: “Sentenza populista”

LUCCA – Un breve applauso ha accolto la lettura della sentenza di primo grado della strage di Viareggio, in cui il 29 giugno 2009 morirono 32 persone. Poi le lacrime dei familiari, che dopo oltre 7 anni e 140 udienze hanno visto condannare per la strage ferroviaria 23 dei 33 imputati e hanno riconosciuto sanzioni e risarcimenti per oltre 1 milione di euro.

Agli ex amministratori delegati di Rfi, Mauro Moretti e Michele Mario Elia, i giudici hanno inflitto una condanna di 7 anni. Le condanne più pesanti al processo per la strage di Viareggio sono state inflitte dai giudici per i responsabili della Gatx Rail, la società che aveva affittato i carri cisterna a Fs. Dieci invece le persone assolte. Soddisfatti i familiari delle vittime, ma ora chiedono la verità e che i processi vadano avanti prima che i reati cadano in prescrizione. Intanto il legale di Moretti ha definito la sentenza “scandalosa e populista“.

Condannati 23 dei 33 imputati.

I 33 imputati erano accusati a vario titolo per da disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo, incendio colposo e lesioni colpose. Le condanne più pesanti al processo per la strage di Viareggio sono state inflitte dai giudici per i responsabili della Gatx Rail, la società che aveva affittato i carri cisterna a Fs.

Nove anni e sei mesi, infatti, la pena inflitta a Rainer Kogelheide, amministratore di Gatx Rail Germania, ed a Peter Linowski, responsabile sistemi di manutenzione di Gatx Rail Germania. Nove anni anche per Johannes Mansbarth, amministratore delegato di Gatx Rail Austria, e Uwe Konnecke, responsabile delle Officine Jungenthal di Hannover. Otto anni invece per Andreas Schroter delle Officine Jungenthal, Helmut Brodel, Uwe Kriebel, anche lui della Jungenthal.

Tra i responsabili delle società italiane le condanne più pesanti sono state inflitte a Michele Mario Elia, ex ad di Rfi, e Vincenzo Soprano, ex ad di Trenitalia (entrambi sette anni e sei mesi); sette anni invece per Mauro Moretti e Mario Castaldo, direttore della Divisione Cargo Fs. Sei anni e sei mesi per Daniele Gobbi Frattini e Paolo Pizzadini di Cima Riparazioni, oltre che per Giulio Margarita ed Emilio Maestrini, il primo di Rfi, il secondo di Trenitalia. Sei anni, infine, per Giovanni Costa (ex Rfi), Giorgio Di Marco (ex Rfi), Salvatore Andronico (Trenitalia), Enzo Marzilli (Rfi), Francesco Favo (Rfi) e Alvaro Fumi (Rfi).

Dieci invece le persone assolte dai giudici del tribunale di Lucca: per non aver commesso il fatto che sono Andreas Barth dell’Officina Jungenthal di Hannover, Andreas Carlsson, sempre della Jungenthal di Hannover, Joachim Lehmann, supervisore esterno della Jungenthal, Massimo Vighini, Calogero Di Venuta, responsabile della Direzione compartimentale di Firenze Movimento Infrastrutture, Giuseppe Farneti, sindaco revisore di Fs prima e poi di Italferr, Gilberto Galloni, ad di Fs Logistica, Angelo Pezzati, predecessore di Di Venuta, Stefano Rossi e Mario Testa.

Assolto anche Moretti dai reati a lui ascritti come ad di Ferrovie e Vincenzo Soprano, limitatamente ai reati ascritti come ex dirigente di Fs. Esclusa la responsabilità per illecito amministrativo anche di Ferrovie dello Stato Spa, di Fs Logistica, di Cima Riparazione.

Sanzioni e risarcimenti, anche per il Codacons.

Una sanzione da 700.000 euro ciascuna per Rfi e Trenitalia e di 480.000 ciascuna per le società Gatx Rail Austria, Gatx Rail Germania, Officina Jugenthal Waggon è tra le condanne pronunciate oggi dal tribunale di Lucca per la strage alla stazione ferroviaria di Viareggio. Alle stesse società, per le quali è stata riconosciuta la responsabilità dell’illecito amministrativo, applicata anche la sanzione interdittiva per un periodo di tre mesi.

I giudici hanno poi stabilito provvisionali da 40.000 a un milione di euro per i familiari e i superstiti della strage alla stazione di Viareggio. La provvisionale più alta a Marco Piagentini, il superstite rimasto in fin di vita per diversi mesi e salvo solo dopo aver subito oltre 40 operazioni: per lui è stata disposta una provvisionale di 400.000 euro più una di un milione di euro in qualità di padre di Leonardo Piagentini, il figlio scampato alla strage. Tra le provvisionali anche quella da 600.000 euro per Daniela Rombi, che nella strage ha perso una figlia.

Il Tribunale di Lucca ha inoltre riconosciuto al Codacons 10.000 euro di risarcimento e 4.000 euro di spese legali nell’ambito del processo per la strage di Viareggio. L’associazione dei consumatori si era infatti costituita parte civile nel procedimento, in rappresentanza degli utenti dei trasporti ferroviari. Carlo Rienzi, presidente del Codacons, ha commentato:

“Si tratta di una importante decisione in favore di tutti i cittadini fruitori delle ferrovie. E’ stato infatti riconosciuto il ruolo degli utenti che hanno diritto alla massima sicurezza nel settore dei trasporti su rotaie, e i 10mila euro riconosciuti al Codacons saranno utilizzati proprio per incrementare le battaglie della nostra associazione finalizzate ad ottenere una migliore qualità dei servizi ferroviari e una maggiore sicurezza nei trasporti”.

Ricordiamo inoltre – conclude la nota del Codacons – che Mauro Moretti, oggi condannato a 7 anni come ex amministratore delegato di Rfi,

“querelò il Codacons per violazione di domicilio, per aver l’associazione regalato allo stesso Moretti un water come simbolo dello stato disastroso delle toilette sui treni italiani”.

 

I giudici hanno poi dichiarato la responsabilità delle società Gatx Rail Austria, Gatx Rail Germania, Officina Jungenthal e Trenitalia. Tra le parti civili provvisionali che vanno da 30 mila euro ad un milione di euro a tutti i familiari che si erano costituiti parte civile ma anche alla Regione Toscana, al Comune e alla Provincia di Lucca. Gli imputati sono stati condannati, in solido fra loro, a risarcire anche le associazioni e i sindacati che si erano costituiti parte civile (da 10 a 50 mila euro). Per quanto riguarda la Regione Toscana e il Comune di Lucca, la cifra verrà liquidata in un giudizio separato, mentre alla Provincia di Lucca è stata assegnata una provvisionale di 150 mila euro.

Condanna di primo grado, ora rischio di prescrizione dei reati.

Luca Menesini, presidente della Provincia di Lucca, insieme al sindaco di Viareggio ha espresso soddisfazione per le condanne, ma ora gli enti chiedono che la giustizia prosegua a passo spedito per evitare che i reati contestati cadano in prescrizione. Menesini ha dichiarato:

“Giudico importante questa sentenza perché pone con forza l’attenzione su uno dei temi principali del dibattimento, ossia quello della sicurezza del trasporto merci su ferrovia non solo in Italia ma anche in tutta Europa. Ma è una sentenza storica anche sotto il profilo umano e morale, perché alle indelebili ferite dei familiari delle 32 vittime non è stato dato l’ennesimo schiaffo dopo tanta sofferenza”.

L’amministrazione provinciale di Lucca si era subito dichiarata parte civile nel processo e lo scorso giugno aveva rinunciato “convintamente”, dice Menesini, a 250mila euro di rimborso, cifra offerta dalle assicurazioni affinché la Provincia uscisse dal processo che, con il pronunciamento odierno, ha visto assegnare una provvisionale di 150mila euro a favore della Provincia. E ha aggiunto:

“Ora mi auguro che i reati che sono stati alla base delle condanne non cadano in prescrizione perché la città di Viareggio, i familiari delle vittime e tutta la comunità provinciale hanno bisogno della verità fino in fondo”.

Anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha chiesto chiarezza e verità per le vittime della strage di Viareggio:

“E’ importante che non sia andato tutto in prescrizione, e credo che questa sentenza corrisponda a un bisogno anche di giustizia, rivendicato con molta forza e fermezza da parte delle famiglie delle vittime e dall’intera città di Viareggio. Noi come Regione eravamo parte civile in questo processo, quindi, ci siamo comportati come abbiamo dovuto fare, e come era giusto fare. Chi ha sbagliato è giusto che paghi, ed è giusto che ci siano responsabilità”.

Quanto avvenuto il 29 giugno 2009, ha aggiunto, è

“una vera tragedia che sarà ricordata anche nel tempo, e nessuno credo davvero possa sanare la ferita che quell’episodio drammatico portò alla città. Morirono 32 persone improvvisamente, senza nessun segnale, inavvertitamente”. Secondo Rossi, “per quanto questa sentenza risponda alla necessità di giustizia, nessuno potrà confortare fino in fondo o ripagare le persone che sono state così profondamente ferite, ne’ un tessuto sociale generale. Ecco perché io dico che insieme alla giustizia penale che deve avere il suo corso, è importante che si continui a chiedere maggiore prevenzione”.

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