Blitz quotidiano
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Strigno, manifesti contro il parroco che ospita i migranti

STRIGNO (TRENTO) – Manifesti contro il parroco che ospita i migranti a Strigno, in provincia di Trento. Su alcune vetrine sono comparsi dei cartelli in cui si mostrano una vicino all’altra una foto degli emigrati italiani in Belgio durante gli anni Cinquanta e una degli immigrati africani a Strigno ospitati in parrocchia, con le scritte:

“SCOPRI LE DIFFERENZE. Prete vergognati. Emigrati italiani in Belgio circa 50 anni fa, migranti africani in el in Italia adesso”.

Nonostante la chiarezza dei cartelli don Armando Alessandrini, parroco dell’Unità Pastorale della Valsugana Orientale Madonna di Loreto che comprende le parrocchie di Agnedo, Bieno, Ivano Fracena, Samone, Scurelle, Spera, Strigno e Villa, minimizza, e a Marika Caumo del Trentino dice:

«L’hanno segnalato anche a me. Non ci ho fatto caso. In realtà può essere riferito a chiunque, non c’è scritto il mio nome e non sono nemmeno le foto dei sei ragazzi che ospitiamo. E’ un cartello vago».

Eppure proprio nella sua canonica da un mese sono ospitati sei rifugiati tra i 23 e i 32 anni, provenienti da Mali, Nigeria e Burkina Faso. A metà febbraio è stata organizzata anche una serata per presentarli alla comunità. E anche in quel caso, spiega don Armando,

“Ci sono state alcune voci critiche, ma mai sono stati usati quei toni. Chi aveva qualcosa da dire lo ha fatto in modo molto educato, nessuno si è rivolto a me con quelle parole, in modo più assoluto. Nessuno è venuto da me. Per questo non ci ho dato peso. Ritengo si tratti di un cartello realizzato da altre parti e poi copiato e messo qua a Strigno. Non c’è nessun riferimento a me, a noi, ai nostri ragazzi. Le foto non sono nostre, le scritte nemmeno, niente che lo leghi esplicitamente a noi. Non so lo spirito di chi l’ha affisso”.

Anzi, il parroco arriva addirittura a dire che i sei profughi sono stati accolti bene in paese:

“In generale ho trovato una buona disposizione delle persone, certo è comprensibile un periodo di assestamento, all’inizio con l’accettazione e l’integrazione si fa un po’ fatica. Ma questo è logico, un po’ perché non siamo abituati, è una novità, un po’ per un fatto ideologico, razzista, per cui non ce l’hanno con i nostri ragazzi ma in generale. Non ho motivo di dire che ci sia una fronda contro di loro”.

 


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