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Denuncia stupro Firenze, test alcol smentisce il carabiniere: “Erano ubriache”

Stupro Firenze, test alcol smentisce il carabiniere Marco Camuffo: "Erano ubriache"

Stupro Firenze, test alcol smentisce il carabiniere Marco Camuffo: “Erano ubriache”

FIRENZE – “Era d’accordo e non sembrava affatto ubriaca”. Così l’appuntato scelto Marco Camuffo, 43 anni, accusato insieme al collega di pattuglia dello stupro di due studentesse americane a Firenze, si sarebbe giustificato dinanzi agli investigatori. Peccato però che il test alcolemico, riporta La Stampa, effettuato in ospedale all’alba di giovedì scorso, due ore dopo la presunta aggressione, sarebbe tutt’altro. I livelli di alcol nel sangue delle ragazze infatti erano altissimi e una delle due sarebbe stata stordita anche dall’hashish.

Non solo, la procura ha disposto a breve anche un altro test per la proiezione retroattiva che servirà a misurare la percentuale alcolica al momento della presunta violenza. Grazie a delle tabelle scientifiche, si spiega in ambienti della procura, si procederà a determinare l’esatto tasso di alcol nel sangue delle studentesse tre ore prima del loro arrivo in ospedale, ossia quando sarebbe avvenuta la presunta violenza, per stabilire quanto non fossero, almeno da questo punto di vista, in grado di difendersi. L’incarico è affidato all’istituto di genetica forense dell’ospedale Careggi. Tra gli altri esami disposti dall’aggiunto Rodrigo Merlo e la pm Ornella Galeotti, ci sono poi quelli tossicologici e sulle tracce biologiche trovate sugli abiti delle studentesse e nei luoghi del presunto stupro, ascensore e pianerottolo, ai fini di un confronto del Dna.

Come previsto dalla procedura del codice rosa riservata alle vittime di violenza, i campioni prelevati alle ragazze sono stati inviati al laboratorio di tossicologia della Asl in regime di catena di custodia e prelevati in due aliquote, una delle quali verrà congelata e conservata per un anno o fino alla fine dell’eventuale procedimento giudiziario. Non sarà possibile effettuare invece test sulle divise dei carabinieri perché non sono state sequestrate. Controlli anche sui tabulati telefonici degli indagati.

Al vaglio c’è anche un mini-video di circa un secondo, girato col telefonino da una delle studentesse Usa, in una situazione di confusione e probabilmente ancora all’interno del locale dove sono intervenuti i carabinieri su richiesta del titolare, che tuttavia difficilmente potrà essere utile alle indagini perché la persona che si vede, sebbene in divisa da carabiniere, non è identificabile.

Sarà ascoltato intanto molto presto il più giovane dei due carabinieri. Il militare di 28 anni ammetterà o no di aver abusato della diciannovenne americana? Nella vicenda è intervenuta infine anche la procura militare di Roma, dove entrambi gli accusati verranno sentiti la prossima settimana per rispondere alle accuse di violata consegna e peculato militare.

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