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Susanna Lazzarini in cella confessa anche delitto Lida Pamio

VENEZIA – Susanna Lazzarini, la donna che ha confessato lo strangolamento a Mestre a fine dicembre di un’anziana, Francesca Vianello, ha confessato un secondo delitto. La donna, come riferisce la squadra mobile di Venezia, ha infatti detto di aver ucciso, nel 2012, un’altra persona, Lida Taffi Pamio, circostanza che aveva portato in carcere, con condanna in primo grado di 24 anni, una infermiera sua vicina di casa, Monica Busetto, che si è sempre proclamata innocente.

Susanna Lazzarini, conosciuta come Milly, 52 anni di Mestre, ha confessato alla Procura di Venezia il secondo delitto, il primo in ordine cronologico, consumato nel 2012 ai danni di Lida Taffi Pamio, dopo che già aveva ammesso le proprie responsabilità di quello del 2015, vittima Francesca Vianello, avvenuti entrambi a ridosso della vigilia di Natale. Entrambe le anziane avevano 87 anni.

Secondo fonti della Procura, il movente del delitto Pamio resta al momento sconosciuto (mentre per quello di Francesco Vianello è stato il denaro, 100 euro, come ammesso dall’ assassina) ma è probabile che le circostanze portino a un unico percorso legato all’indigenza in cui viveva Milly, vedova e con due figli. Dopo il secondo delitto la squadra mobile e la Procura hanno visto che i dati dei due omicidi collimavano in molti punti. Avevano in comune l’amicizia della madre della Lazzarini con le due vittime. Determinante anche il riscontro sui dati raccolti in corso di indagine, che hanno fatto trovare il dna di Milly nell’abitazione della Pamio. Le indagini della squadra mobile di Venezia, coordinata dalla Procura, proseguono per delineare maggiormente i contorni dei due assassini.

Come riporta Venezia Today,

Nell’appartamento della Busetto venne trovata una collanina della vittima, con tracce epiteliali della donna. Quella fu la prova “regina” del processo. Ora tutto è stato scompaginato dalle parole di Susanna Lazzarini.

“Stiamo andando a prendere la nostra assistita – dichiara il suo avvocato difensore, Alessandro Doglioni, con il collega Stefano Busetto – Uscirà dalla Giudecca. Abbiamo ricevuto comunicazioni ufficiali da poco”. L’infermiera, come deciso dalla Corte d’Assise d’Appello, sarà sottoposta all’obbligo di dimora nel Comune di Venezia, finché le indagini non faranno luce sulla vicenda. La svolta nel momento in cui il Dna di Susanna Lazzarini è entrato nella banca dati della polizia scientifica: è risultato  coincidente con una traccia di sangue lasciata nell’appartamento di Lida Taffi Pamio. A quel punto la Lazzarini è stata interrogata nella notte tra il 24 e 25 febbraio, una settimana fa. Un interrogatorio fiume, al termine del quale la donna, detta “Milly”, ha reso la sua confessione. Le indagini, però, continuano.