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Tangenti appalti Anas: coinvolto deputato Martinelli di Fi

ROMA – Appalti pubblici, 19 arresti per tangenti tra dirigenti Anas e imprenditori: coinvolto anche il deputato Martinelli di Forza Italia. Operazione della Guardia di finanza nella mattinata di venerdì 11 marzo che ha eseguito una serie di arresti nell’ambito di un’inchiesta per corruzione negli appalti pubblici. Le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Roma riguardano in tutto 19 persone. Si tratta in gran parte dirigenti, funzionari dell’Anas e imprenditori che si sono aggiudicati appalti per opere pubbliche di primaria importanza. Coinvolti anche un avvocato e un politico, ovvero Marco Martinelli, attuale parlamentare di Forza Italia. Romano di 53 anni a Martinelli, in base a quanto si apprende dall’Ansa, è stato notificato dalla Guardia di finanza un avviso di garanzia.

Marco Martinelli, deputato di Fi indagato nella seconda tranche dell’indagine sugli appalti dell’Anas, avrebbe garantito ad un imprenditore la nomina di un presidente di gara “non ostile” per un appalto in Sicilia. E’ l’accusa che la GdF rivolge al deputato sottolineando che grazie al suo intervento e in virtù del ruolo istituzionale ricoperto l’imprenditore si è poi aggiudicato l’appalto. Un ruolo di intermediazione viene contestato anche ad un avvocato romano oggi arrestato, il quale, sempre secondo l’accusa, avrebbe fatto da intermediario, per conto di un’azienda romana, nella corresponsione alla Dama Nera di una mazzetta da 10 mila euro in cambio della facilitazione nell’erogazione di pagamenti e nello sblocco di contenziosi tra l’impresa e l’Anas.

Nell’ambito dell’inchiesta è stato arrestato dalla Guardia di Finanza in provincia di Isernia l’imprenditore molisano Giovanni Spinosa, posto ai domiciliari. Contestualmente sono state perquisite la sua abitazione e la sede della sua impresa di costruzioni. “Un marciume diffuso all’interno di uno degli enti pubblici più in vista nel settore economico degli appalti”. Lo scrive il gip di Roma nel provvedimento con cui ha disposto gli arresti di 19 tra funzionari Anas e imprenditori, sottolineando che questo marciume è reso ancor più “sconvolgente” dalla facilità d’intervento degli appartenenti all’organizzazione per eliminare una penale, aumentare gli interessi, facilitare il pagamento di riserve e far vincere un appalto ad una società amica.

Sono complessivamente 19 le ordinanze di custodia cautelare emesse oggi dal gip di Roma: 16 ai domiciliari e tre in carcere. Ecco l’elenco: in carcere sono finiti Oreste De Grossi, Giovanni Parlato e Sergio Lagrotteria; gli arresti domiciliari sono invece stati disposti per la Dama Nera, Antonella Accroglianò, Concetto Bosco Lo Giudice, Emiliano Cerasi, Giuseppe Colafelice (attualmente all’estero), Francesco Domenico Costanzo, Antonino Ferrante, Vincenzo Loconte, Carmelo Misseri, Andrea Musenga, Elisabetta Parise, Giuseppe Ricciardello, Vito Rossi, Giovanni Spinosa, Paolo Tarditi, Antonio Valente, Sergio Vittadello.

L’operazione è iniziata all’alba e coinvolge 250 militari delle fiamme gialle del comando provinciale di Roma. I provvedimenti sono stati richiesti dalla procura di Roma in seguito a indagini condotte dal nucleo di polizia tributaria della Finanza. Eseguite inoltre almeno 50 perquisizioni e sequestrate “disponibilità finanziarie” per circa 800 mila euro, la cui provenienza si ritiene collegata ai pagamenti illeciti intercorsi tra le persone coinvolte. Il politico coinvolto è un deputato dell’attuale legislatura. L’operazione, denominata, “Dama nera”, è uno sviluppo della prima inchiesta sulle tangenti all’Anas.

 


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