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Tassa ascensore, Rai 3 si schiera contro governo Renzi

ROMA – Anche Mi Manda Rai 3 si occupa della tassa sull’ascensore. Dopo la nomina di Daria Bignardi a direttore della rete Rai 3, il programma che si occupa di tasse e contribuenti si schiera contro il governo di Matteo Renzi e la tassa al vaglio del Ministero dello Sviluppo economico. La tassa sull’ascensore potrebbe costare il doppio della Tasi, che ha pesato per 170 euro a famiglia in media nell’ultimo anno, arrivando anche a 350 euro per nucleo familiare. Una tassa che fa discutere e ha scatenato le polemiche, con tanto di appello di Confedilizia al presidente Renzi perché la elimini.

A occuparsi della tassa sull’ascensore, che ha scatenato diverse polemiche, è ora anche Rai 3. Il programma Mi manda Rai 3 condotto da Elsa Di Gati e che si occupa di dar voce a chi ha subito truffe, soprusi e disagi ha lanciato un sondaggio sulla sua pagina Facebook per sapere cosa i contribuenti pensano delle tasse locali, come la Tasi e la tassa sull’ascensore. Le risposte degli utenti sono chiare: le tasse locali non garantiscono i servizi per cui si pagano ed eccessive.

Anche la rete televisiva quindi si schiera contro la misura prevista dal governo Renzi, che potrebbe pesare e non poco sulle tasche delle famiglie. Viola Contursi su Huffington post spiega che

A conti fatti, quindi, prendendo come media della Tasi prima casa circa 170 euro annue a famiglia, le nuove norme che il governo si appresta a varare porterebbero un esborso che potrebbe arrivare fino a più di 350 euro annui a nucleo familiare. Il provvedimento in questione è un Decreto del Presidente della Repubblica approntato dal ministero dello Sviluppo economico, attualmente all’esame del Dipartimento degli affari giuridici e legislativi di palazzo Chigi (Dagl) e atteso in uno dei prossimi Consigli dei ministri. Dopo la sua emanazione dovrà passare in Consiglio di Stato e in Conferenza Stato-Regioni.

All’articolo 2 si prevede esplicitamente che per gli ascensori già in servizio “e conformi alle norme vigenti a tale data”, quindi anche quelli pienamente a norma “i soggetti verificatori” ovvero i professionisti abilitati alla verifica e alla certificazione di conformità degli ascensori, dovranno fare, in occasione della prima verifica periodica (già prevista per legge) “una verifica di ulteriori requisiti minimi di sicurezza” ovvero sulla precisione di fermata e livellamento tra cabina e piano, presenza di illuminazione del locale macchine, presenza ed efficacia dei dispositivi di richiusura delle porte di piano con cabina fuori dalla zona di sbloccaggio, presenza di porte di cabina, rischio di schiacciamento per porte motorizzate, presenza di dispositivo di comunicazione bidirezionale in caso di intrappolamento in cabina, illuminazione della cabina.

Poiché la disposizione viene motivata con l’esigenza di aumentare il livello di sicurezza degli impianti di ascensore esistenti in Italia, Confedilizia ricorda che: 1) ogni sei mesi, per legge, gli ascensori sono sottoposti a manutenzione da tecnico abilitato o ditta specializzata, con verifica di paracadute, limitatore di velocità, dispositivi di sicurezza, funi, catene e attacchi, isolamento impianto elettrico e collegamenti con la terra;

2) ogni due anni, per legge, gli ascensori sono sottoposti a verifica dall’Asl o dall’Arpa o da un organismo di certificazione autorizzato dal Ministero dello sviluppo economico e notificato alla Commissione europea;

3) sempre per legge, qualora il manutentore rilevi un pericolo, deve fermare l’impianto, fino a quando non sia stato riparato, informandone il proprietario, l’incaricato delle verifiche periodiche e il Comune per l’adozione di eventuali provvedimenti di competenza. “Basta raffrontare i controlli previsti per gli ascensori con quelli obbligatori nei confronti dei veicoli per comprendere che già oggi la legge prevede, per gli ascensori, obblighi stringenti, senza raffronti con altri settori. È palese – secondo l’organizzazione dei proprietari di casa -, che la sicurezza è garantita, tanto che bassissima è la percentuale di incidenti, in presenza di un traffico giornaliero di passeggeri da 30 a 40 milioni”.