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Tenta rapina dal tabaccaio: preso, è già ai domiciliari

VIGONZA (PADOVA) –  Tenta una rapina a mano armata e inscena il furto della propria auto per inventarsi un alibi: arrestato. In manette è finito Gianluca Savio, 46 anni, residente con la madre a Vigonza, in provincia di Padova.

Come racconta il quotidiano Il Gazzettino, nel pomeriggio di sabato 8 ottobre Savio, figlio della custode della scuola media Don Milani di Codiverno, si sarebbe presentato con il volto coperto da un passamontagna all’edicola-tabaccheria dei fratelli Rigato, in via Garibaldi, lungo la regionale Noalese, ai confini tra le frazioni di Peraga e Busa di Vigonza.

 

Savio, scrive il Gazzettino,

si è avvicinato a Enrico Rigato, titolare insieme al fratello dell’edicola, che in quel momento stava parlando con un cliente. Dopo averlo strattonato per un braccio gli ha intimato sotto la minaccia dell’arma di consegnargli tutti i soldi che aveva in cassa. Di fronte alla resistenza di Rigato, che non si è fatto per nulla intimidire e ha reagito con determinazione, e considerata probabilmente la presenza di un possibile testimone, il rapinatore non è riuscito a entrare in tabaccheria. Si è visto costretto a mollare la presa ed è scappato di corsa a piedi, in direzione della frazione di Perarolo.

Ecco il racconto fatto dallo stesso Rigato al Gazzettino: 

“È arrivato all’improvviso dalla mia sinistra. Come una furia si è avvicinato e ho visto che aveva la pistola in pugno. Erano circa le 14, ero uscito fuori dal negozio e stavo parlando con un cliente. Ero rivolto con lo sguardo verso la strada in direzione di Vigonza, quando all’improvviso, a piedi, ho visto sbucare un uomo che si è avvicinato. Mi ha afferrato per un braccio e mi ha puntato la pistola, chiedendomi di dargli i soldi. Ha parlato in dialetto. Voleva i soldi della cassa. Alla sua richiesta ho risposto che non ne avevo da dargli. A quel punto mi ha detto «vado a prendermeli io»: gli ho risposto che poteva pure entrare in tabaccheria ma l’avrei chiuso dentro il negozio. Di fronte alla mia resistenza e alla mia risposta, è rimasto un attimo sconcertato e poi è corso via, scappando verso Perarolo”.

 

Rigato ha provato ad inseguirlo, ma invano. Tornato in negozio, ha chiamato i carabinieri e ha raccontato loro l’accaduto. I militari hanno anche acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza, che hanno ripreso tutta la scena, e si sono messi a cercare l’uomo.

Nel frattempo Savio, riferisce sempre il Gazzettino,

 

dopo essere arrivato a casa chiedendo il passaggio in auto ad un conoscente per strada, si è presentato per denunciare il furto della sua auto, una Fiat 600. Il comandante Massimo Andreozzi, che aveva visto le immagini della tentata rapina, si è insospettito notando la corporatura del quarantaseienne (molto simile a quella del rapinatore ripreso dalle telecamere della tabaccheria) e sopratutto per il fatto che l’auto era parcheggiata in una via vicino al negozio, con le targhe coperte dal nastro adesivo. Indizi che hanno spinto i militari a fare ulteriori verifiche, visionando le immagini delle telecamere comunali e ascoltando alcuni testimoni. Hanno scoperto che con la finta denuncia di furto Savio si stava creando un alibi per l’ora della rapina, dimostrando che non era stato lui l’autore ma chi gli aveva sottratto la Fiat.

Durante le perquisizioni in casa di Savio, i carabinieri hanno trovato anche gli abiti e il passamontagna indossati durante la tentata rapina. L’uomo è stato messo agli arresti domiciliari. Dovrà rispondere di simulazione di reato (per aver denunciato il furto della sua auto cercando di procurarsi un alibi), rapina aggravata e porto abusivo di armi.


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