Blitz quotidiano
powered by aruba

Teresa Costanza e Trifone Ragone, per capire Giosuè Ruotolo traduttrice dal napoletano

PORDENONE – Traduttore in aula al processo per l‘omicidio di Teresa Costanza e Trifone Ragone. La Corte d’Assise di Pordenone ha dovuto affiancare al perito una traduttrice in grado di comprendere la parlata in napoletano stretto dell’unico imputato, l’ex commilitone di Ragone, Giosuè Ruotolo. 

Come sottolinea il quotidiano Il Gazzettino, i riflettori della pubblica accusa sono comunque ancora puntati sulla scena del e sull’arma del delitto: il parcheggio del palasport di Pordenone e la Beretta 7,65 ripescata nel settembre del 2015 nel laghetto del parco di San Valentino.

Venerdì 25 novembre in Corte d’Assise si celebrerà la settima udienza del processo per l’omicidio avvenuto la sera del 17 marzo 2015. L’unico imputato è appunto Giosuè Ruotolo, 27 anni, originario di Somma Vesuviana (Napoli), accusato di duplice omicidio aggravato dalla premeditazione.

Nei giorni scorsi sono stati ascoltati diversi testimoni, tra cui un runner, Maurizio Marcuzzo, che sostiene di aver visto una persona quella sera nel parcheggio del palasport: una persona di ”altezza e corporatura normale, tra un metro e 70 e un metro e 90”, con indosso un abbigliamento ”di colore grigio, scuro e comodo”, ”sportivo”, ”forse con un cappuccio o un cappello”. Marcuzzo ha riferito che, arrivato a una decina di metri da via Gramsci, ha “sentito diversi colpi, 5 o 7, durati 3-4 secondi, comunque in rapida successione, blandi, ho pensato a petardi”.


PER SAPERNE DI PIU'