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Terremoto: 180 mld sprecati da ’68. Bastano 100 per Italia sicura

ROMA – Terremoto: 180 mld spesi da ’68. Bastano 100 per Italia sicura. In quasi 50 anni sono stati praticamente buttati qualcosa come 180 miliardi solo per intervenire nelle catastrofi sismiche annunciate: con 100 miliardi, si metterebbe in sicurezza tutto il patrimonio edilizio italiano.

Un terremoto di magnitudo 6 come quello di Rieti “non è di per sé forte in assoluto” e rientra nella norma dei terremoti che avvengono nell’Appennino. “Non è quindi il sisma a fare i danni, ma la vulnerabilità dell’ambiente costruito dall’uomo”: lo ha detto il sismologo Massimo Cocco, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).

Secondo il censimento del patrimonio abitativo, realizzato dall’Istat nel 2011, il 14% degli edifici risale a prima del 1919, il 10% è antecedente la fine della seconda guerra mondiale, il 36% appartiene agli anni del boom (1946-1971), il 26% risale a dopo il 1982. Ad Accumoli no: il 60% delle 292 case è stato costruito prima del 1919. E ad Amatrice, su 1.301 fabbricati in piedi fino all’altra notte, 498 risalivano a prima della Grande Guerra e altri 156 a prima del 1945. Arquata del Tronto replica il canovaccio: il 42% di ciò che c’era (691 fabbricati) esiste da almeno un secolo. (Andrea Rossi, La Stampa)

E in effetti, il patrimonio edilizio italiano è insieme vecchio e maltenuto, privo di cautele costruttive anti-sismiche nonostante la media di un terremoto ogni 5 anni negli ultimi 40. Dal 1968 sono stati spesi 180 miliardi di euro per l’eterna emergenza: un calcolo a ingegneristico stima in 100 miliardi la dotazione sufficiente  ammettere in sicurezza l’intero paese.

Edifici vecchi e maltenuti. Friabili, calcarei, gli edifici dell’Appenino rurale sono costruiti sulla roccia: praticamente sconosciuto il calcestruzzo armato, le murature tradizionali sono tenute  a malapena insieme da un po’ di malta. Per cui, spiega un ingegnere, “le murature sono poco collegate fra loro, la facciata è scollegata dalla mura perimetrali, provocando un effetto scatola , le pareti si allontanano e i solai cedono”.