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Terremoto: 70% case italiane non a norma anti-sismica

ROMA – Terremoto: 70% case italiane non a norma anti-sismica. Un Paese come il nostro, ad alto rischio sismico, disseminato di centri storici antichi costruiti su roccia e calcare,  non può permettersi di avere il 70% delle abitazioni fuori dalle norme anti-sismiche. Quasi 3 edifici su 4, cioè, non sono in grado di reggere l’urto di quella che viene definita la “scossa di riferimento”.

Fuori dai tecnicismi, la scossa di riferimento è il risultato di un’analisi statistica che assegna una media di 475 anni alla possibilità che si verifichi in un luogo un evento sismico la cui intensità varia da chilometro a chilometro.

Il dato che ci interessa, soprattutto in questo momento di dolore e lutto e con 1500 sfollati solo nelle Marche, è la straordinaria sistematicità di questi terremoti, cui corrisponde la quasi totale mancanza di risposta in termini di stabilità ed elasticità degli edifici a restare in piedi quando la terra trema.

Dovremmo prendere ad esempio il Giappone, terra ancora più sismica se possibile, che è all’avanguardia nella progettazione di case anti-sismiche e di un sistema di norme che non consente deroghe.

«In Giappone una botta così arriva una volta al mese e loro, sulla sicurezza, sono diventati i primi al mondo», dice Massimo Forni è il capo del laboratorio di ingegneria sismica e prevenzione dell’Enea, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie. «Mentre da noi – continua – succede ogni cinque anni. Tutte le volte piangiamo, promettiamo. Ma poi ci dimentichiamo e lasciamo perdere». (Lorenzo Salvia, Corriere della Sera)

Quando crollò la scuola di San Giuliano in Puglia nel 2002, fu stabilita per legge la necessità l’obbligo di una certificazione anti-sismica almeno per le scuole: fu imposta una “analisi di vulnerabilità” talmente vincolante che solo la metà degli istituti scolastici ha rispettato le regole. E parliamo di edifici pubblici, immaginiamo per quelli privati, la stragrande maggioranza. In particolare per quelli di famiglie incapienti e a basso reddito che non riceverebbero nessun beneficio da detrazioni e sconti fiscali per mettere in sicurezza le case.