Cronaca Italia

Terremoto a Caldarola (Macerata): scossa magnitudo 3.5. Sindaco: “Qui scosse tutti i giorni. Ma per i media non esistiamo”

Terremoto a Caldarola (Macerata): scossa di magnitudo 3.5

Terremoto a Caldarola (Macerata): scossa di magnitudo 3.5

CALDAROLA (MACERATA) – Terremoto nelle Marche. Una scossa di magnitudo 3.5 della scala Richter è stata registrata a Caldarola (Macerata) alle 17:32 di venerdì 25 agosto. Segue altre due scosse della giornata, di magnitudo 3.3 e 2.5, avvertite nella mattina.

Anche la terza scossa ha avuto epicentro sempre tra i Comuni di Caldarola, Cessapalombo, Camporotondo di Fiastrone, in provincia di Macerata, a una profondità di 9 chilometri. Stando alle prime verifiche, non ci sono danni. Altre scosse di magnitudo fra 2.4 e 2.2 hanno avuto per epicentro la vicina Pieve Torina.

La scossa di magnitudo 3.3 è stata avvertita venerdì mattina alle 5:44 a Caldarola, uno dei comuni maceratesi del cratere sismico. La scossa è stata seguita  da un altro terremoto di magnitudo 2.5 alle 7:22. Non si registrano nuovi danni, ma, dice il sindaco Luca Giuseppetti, ”qui, a Caldarola e in provincia  il terremoto continua, tutti i giorni, la scossa si è sentita eppure di noi non parla nessuno. Amatrice, Norcia… per i media noi non esistiamo”.

“Noi qui, mi scusi l’espressione, siamo con il ‘c… per terra’ e se non velocizziamo gli interventi per la rimozione delle macerie, la ripresa dell’economia e il recupero dei beni culturali siamo finiti”. A Caldarola si stanno montando 41 casette, che saranno consegnate ad altrettante famiglie entro il 10 ottobre; altre 63 ”dovremmo riuscire a consegnarle entro dicembre”. ”Negli alberghi della costa – racconta il sindaco, a sua volta terremotato – ho ancora 170 persone, altre 350 sono tornate in paese, ma mille abitanti li ho ancora sparsi fuori Caldarola”.

Qualche attività produttiva ha riaperto i battenti, c’è l’appalto per il nuovo centro commerciale, e i lavori ”cominceranno a settembre”, ma la viabilità è ancora compromessa e la rimozione delle macerie ”ha riguardato solo la vecchia scuola e i resti di alcune abitazioni di via Roma, la via principale”. C’è poi il problema del nuovo Municipio, destinato a sostituire quello inagibile: ”la Regione Emilia Romagna ci ha messo a disposizione 500 mila euro, ma la mia Regione, le Marche, non ha ancora autorizzato l’esproprio dell’area per la lottizzazione”. Quanto al cambio di governance del post sisma, Giuseppetti spera che si dia ”più potere alle Regioni e ai sindaci”, che conoscono i territori.

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