Cronaca Italia

Terremoto Amatrice, Diego Galante, funerali rinviati: manca un documento

Terremoto Amatrice, Diego Galante, funerali rinviati: manca un documento

Terremoto Amatrice, Diego Galante, funerali rinviati: manca un documento

MILANO – Morto sotto le macerie di Amatrice (Rieti) nel terremoto del 24 agosto, Diego Galante non può essere sepolto nella sua Milano perché manca un documento, il permesso di seppellimento.

La sua salma attende quella carta nella camera mortuaria di Lambrate, a Milano, dove si trova da lunedì 29 agosto. Diego, morto insieme alla compagna Sook Mancini mentre era in vacanza ad Amatrice, avrebbe dovuto essere sepolto martedì 30 agosto con un funerale nella parrocchia di San Domenica Savio, nel quartiere Turro. Ma tutto è fermo in attesa di quel documento, come spiega sul Giorno Simona Ballatore, che ha sentito anche il padre di Diego, Alberto Galante:  

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“Nel 2016, quando tutto viene fatto via internet, il Comune di Milano ci chiede un documento originale che non può essere mandato né via fax, né via mail con la Pec – ha spiegato ieri mattina il papà Alberto Galante, dalla sua casa di Giussano –. Questa situazione è assurda. Mio figlio è da lunedì nell’obitorio di Lambrate e aspettiamo un pezzo di carta per poterlo seppellire”.

A Milano non risultava che il funerale fosse già fissato “perché tecnicamente, senza quel documento, non si potrebbe avallare”, fanno sapere dagli uffici, che però promettono di fare in modo che “la regolamentazione fra i due Comuni sia più celere possibile”, senza burocratismi e pignolerie. “Appena arriva non perderemo un secondo”. Considerando anche l’eccezionalità dell’evento e per non aggiungere dolore a una scomparsa già così atroce, il Comune, nell’attesa del documento in originale, nel pomeriggio di ieri si è detto pronto ad accettare una copia anche via fax o via mail per evitare ulteriori lungaggini, sbloccando così i funerali. «Speriamo, ce l’hanno appena comunicato. Stiamo aspettando notizie per fissare la nuova data», ha spiegato in serata papà Alberto.

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