Blitz quotidiano
powered by aruba

Terremoto Campobasso, 2 scosse: più forte del 3.7 all’alba

CAMPOBASSO – Un terremoto di magnitudo 3.7 ha svegliato i cittadini nella provincia di Campobasso alle 6 del mattino del 3 marzo. La scossa è stata avvertita fino a Termoli e nella vicina provincia di Foggia ed è stata registrata dalla rete sismica dell‘Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Ingv. Dopo circa mezzora una seconda scossa è stata registrata nella stessa zona, ma con una magnitudo di 2,3. La zona è quella del cratere sismico del terremoto del 2002, a 4 chilometri dal Comune di Ripabottoni.

Il primo terremoto con magnitudo 3.7 è stato registrato alle 6.01 e ha avuto ipocentro a 10 chilometri di profondità ed epicentro entro i 10 chilometri dai Comuni di Ripabottoni, Provvidenti, San’Elia a Pianisi, Casacalenda, Morrone del Sannio, Bonefro, Monacilioni, Campolieto, San Giuliano di Puglia, Colletorto, Montelongo e Castellino del Biferno, tutti in provincia di Campobasso.

La seconda scossa è stata registrata alle 6,32 del mattino del 3 marzo: un sisma di magnitudo 2,3 con ipocentro a 11 chilometri di profondità ed epicentro entro 10 chilometri dai Comuni di Provvidenti, Casacalenda, Ripabottoni, Bonefro, Morrone del Sannio, Montelongo, Montorio nei Frentani, San Giuliano di Puglia e Sant’Elia a Pianisi, sempre in provincia di Campobasso.

Orazio Civetta, sindaco di Ripabottoni, ha dichiarato che la scossa ha gettato nel panico la popolazione, che ancora ricorda il sisma del 2002:

“La scossa con magnitudo 3.7 ha fatto rivivere alla popolazione di Ripabottoni la paura del sisma del 2002. Tant’è che la gente si è riversata in strada ed io ho messo subito in moto l’ufficio tecnico. Sono stato contattato dalla Protezione civile ed abbiamo già effettuato i controlli tecnici. Ho firmato una ordinanza di chiusura della scuola media inferiore e stiamo procedendo ad una serie di sopralluoghi”.

Nel paese, vicino alla piazze centrale, sono crollati due ponteggi in legno che erano stati posizionati su due abitazioni lesionate dal terremoto del 2002, spiega il sindaco:

“Queste impalcature erano deteriorate e, per questo, sono crollate. Invito l’amministrazione regionale a prendere provvedimenti su queste messe in sicurezza perché ad oggi sono più pericolose delle abitazioni che dovrebbero sostenere”.