Cronaca Italia

Terremoto Centro Italia, a Norcia le prime 18 casette di legno

Terremoto Centro Italia, a Norcia le prime 18 casette di legno

NORCIA (PERUGIA) – Questa volta a San Pellegrino di Norcia (Perugia) si piange di felicità. Quasi sei mesi dopo la prima maledetta scossa che, il 24 agosto 2016, ha fatto tremare il Centro Italia, provocando morte e distruzione, 18 famiglie hanno di nuovo una casa.

Alloggi in legno, di 60 e 40 metri quadrati, capaci di ospitare fino a quattro persone: il linguaggio della burocrazia li chiama Sae, che sta per Soluzioni abitative di emergenza, “ma per noi sono molto di più, sono un ritorno alla vita”, racconta chi ha avuto dalle mani del sindaco, Nicola Alemanno, le chiavi per prenderne possesso.

Le 18 casette di legno consegnate domenica mattina nella frazione a pochi chilometri dalla città di San Benedetto (“sono bellissime” dice una delle assegnatarie), sono le prime ad essere terminate e quindi abitate nell’intera area del terremoto del 24 agosto.

“Un risultato che sta a testimoniare che le istituzioni stanno funzionando e questo è solo il primo di tantissimi passi che percorreremo insieme verso la completa ricostruzione”, dice Alemanno. Al pensiero del sindaco si accoda Fernanda Cecchini, assessore della Regione Umbria, che vuole sottolineare “come lo Stato c’è e questo villaggio ne è la diretta testimonianza. Chi ci diceva che dovevamo portare qui le vecchie casette utilizzate nel terremoto del 1997 si sbagliava, siamo felici e orgogliosi di avere optato per alloggi nuovi, se non altro abbiamo rispettato la dignità di queste persone”, aggiunge l’assessore.

Dignità che oggi si è sciolta nell’emozione, come quella provata da Maria Luisa Giorgi, che appena ha messo piede nel suo nuovo alloggio, si è lasciata andare a un pianto liberatorio: “Dopo tanti mesi abbiamo di nuovo una casa, è bellissima c’è veramente tutto e poi questa non crollerà sulle nostre teste”.

Anche a Bruno Biagini era stata assegnata una, ma lui ha deciso di lasciarla alla nonna di San Pellegrino, Cecilia Amici, 85 anni. Lei, stando alle regole di assegnazione, non ne aveva diritto in questo turno, ma Bruno non se l’è sentita di far vivere Cecilia ancora lontano dalla sua terra e così gliel’ha ceduta. Un gesto di altri tempi che, per dirla con le parole del sindaco, “sta a testimoniare il cuore grande di quest’uomo a cui va tutto il nostro ringraziamento”.

L’umiltà di questa gente non è passata inosservata nemmeno a Roberto Baggioche ha voluto festeggiare il suo cinquantesimo compleanno proprio tra gli sfollati di Norcia. Dopo il taglio della torta nella serata di sabato, domenica mattina il Divin Codino ha visitato il centro storico della città, fino a spingersi davanti a quel che resta della basilica di San Benedetto.

Un bagno di folla ha accompagnato i movimenti di questo campione senza tempo e senza maglia che si è presentato a Norcia, dopo essere transitato per Amatrice, visibilmente emozionato e colpito da tanta distruzione. “La gente qui è ammirevole, umile e vive per le cose semplici ed è un esempio per tutti” ha detto al suo arrivo. Baggio, dopo aver trascorso la notte in un camper assieme alla sua famiglia, era atteso anche alla consegna delle casette, ma ha disertato l’appuntamento: la scena l’ha lasciata a chi da oggi ha ritrovato un’abitazione.

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