Cronaca Italia

Terremoto Centro Italia, ancora 2 milioni di tonnellate da smaltire

Terremoto Centro Italia, ancora 2 milioni di tonnellate da smaltire

Terremoto Centro Italia, ancora 2 milioni di tonnellate da smaltire (Foto Ansa)

ANCONA – A quasi dieci mesi dal terremoto che il 24 agosto scorso sconvolse il centro Italia restano ancora due milioni di tonnellate di macerie da smaltire, mentre sono 165mila tonnellate quelle già rimosse. Macerie concentrate soprattutto nelle Marche e nel Lazio, mentre Umbria e Abruzzo si sono date da fare.

Il punto della situazione arriva da un articolo del Quotidiano.netche ha sentito a riguardo l’assessore regionale delle Marche, Angelo Sciapichetti. La competenza per lo smaltimento delle macerie, infatti, è regionale.

Il confronto con il dopo-sisma dell’Aquila non incoraggia: otto anni dopo restano ancora da smaltire un milione e mezzo di macerie. Ma l’assessore Sciapichetti è ottimista:

“La macchina si è messa in moto, finora ne abbiamo raccolto 60mila tonnellate, ne portiamo via 1.000-1.300 al giorno. I siti di stoccaggio sono 5, un’azienda è privata, le altre pubbliche. Abbiamo interesse a sgomberare il prima possibile. Ma bisogna seguire procedure molto trasparenti. A cominciare dall’amianto che c’è, eccome. Perché le canne fumarie delle case erano fatte di eternit. Quindi è necessario separare, mettere insieme una filiera che dia garanzie a tutti. C’è voluto tempo. Bisognava individuare le aziende, i siti… E poi ogni Comune deve presentare un piano. (…) C’è voluto tempo ma ora cominciamo a marciare a pieno regime. Ma qui la dimensione è biblica, non possiamo dimenticarcelo. Ci sono paesi interi rasi al suo-lo! E poi non è semplice. Per le zone rosse, per le frane…”.

Un capitolo a parte poi riguarda le macerie di interesse monumentale, come quelle di Visso:

“In piazza abbiamo catalogato con i microchip le pietre, perché dovranno servire a ricostruire il Comune con la facciata così com’era. Vengono catalogate, imballate, messe a disposizione”.

Se in Abruzzo e Umbria restano “solo” 100mila tonnellate di macerie da smaltire (per regione), un’altra situazione critica riguarda il Lazio, che ha ancora oggi un milione e duecentomila tonnellate di resti. A far rallentare il processo, spiega Sciapichetti, è la modalità con cui si recuperano le macerie:

“Non solo separiamo tutto, amianto legno elettrodomestici ferro ghiaia. Addirittura vengono recuperati gli effetti personali. Sì, è così: restituiamo ai Comuni foto o preziosi, con l’indicazione della strada e del civico dove sono stati trovati”.

Un lavoro che costa 50 euro a tonnellata. E che nelle Marche e nel Lazio è stato aggiudicato, tra le altre, all’impresa HTR, finita sotto processo a Firenze in una inchiesta sullo smaltimento di fanghi e terreni nei cantieri dell’Alta Velocità.

 

 

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