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Terremoto centro Italia, Duomo di Urbino e siti artistici a rischio

RIETI – Oltre alle vittime e ai feriti, ai danni alle case e agli edifici, anche il patrimonio artistico rischia di restare colpito dal terremoto che ha sconvolto il centro Italia alle 3:36 di mercoledì 24 agosto. Per fortuna non ci sono stati disastri come quello della basilica di Assisi durante il sisma del 1997, ma gioielli dell’arte italiana come il Duomo di Urbino sono sorvegliati speciali.

Molti di questi edifici storici hanno riportato delle crepe. Lo stesso Duomo, del resto, era già stato colpito da un terremoto nel 1789, ed in parte ricostruito. Ecco allora gli interventi che dovranno effettuare nei prossimi giorni i carabinieri del Comando per la tutela del Patrimonio, incaricati di tenere lontani ladri e sciacalli.

UMBRIA – Ci sono richieste di sopralluoghi da parte della prefettura di Perugia per edifici a Norcia, Monteleone di Spoleto, Cascia, Cerreto di Spoleto e Spoleto, da parte del Comune di Sellano per la Torre di san Martino, da parte del Comune di Scheggino per diverse chiese. E’ stato già verificato che non ci sono danni nella Galleria nazionale dell’Umbria.

MARCHE – Il ministero dei beni culturali ha attivato l’unità di crisi. Ci sono stati sopralluoghi nelle frazioni di Montereale. Tra i centri più colpiti ci sono Santa Lucia di Montereale e Aringo di Montereale con danni limitati al patrimonio culturale. Sono in corso verifiche in altri comuni della provincia di Teramo. Intanto l’Unità di crisi, che si è riunita questa mattina, ha affrontato le prime emergenze. Il nucleo tutela del patrimonio culturale dei carabinieri ha fatto sopralluoghi. I danni sono soprattutto concentrati nella zona di Arquata del Tronto e Pescara del Tronto. Qui però i sopralluoghi dei funzionari Mibact verranno fatti dopo che sarà risolta l’emergenza umana. E’ stato verificato che non ci sono danni alla Galleria nazionale di Urbino. I danni effettivi al Duomo di Urbino devono essere verificati giovedì mattina dal Soprintendente.

LAZIO – L’unità di crisi si è riunita in tarda mattinata. Anche qui è impossibile al momento fare i sopralluoghi. Si è cominciato quindi dalle zone più lontane dall’epicentro. Si sono esaminate le diverse possibilità di ricovero dei beni mobili, dove poter anche impiantare laboratori di restauro, sul modello di quanto fatto a Sassuolo dopo il terremoto del 2012 in Emilia. Le verifiche riguarderanno anche i luoghi di conservazione di beni librari e archivistici, d’intesa con gli Ordinari diocesani per quanto riguarda gli archivi parrocchiali. I Carabinieri dei nuclei regionali sono già attivi per evitare danneggiamenti da furti e sciacallaggi di beni mobili. Sono pronte le schede di rilevamento danni tutti gli apparati documentari e si sono individuate le risorse per i primissimi approvvigionamenti per le squadre di rilievo danni.

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