Cronaca Italia

Terremoto centro Italia, chi sono gli sciacalli tra falsi terremotati e finta beneficenza

Terremoto centro Italia, chi sono gli sciacalli tra falsi terremotati e finta beneficenza

Terremoto centro Italia, chi sono gli sciacalli tra falsi terremotati e finta beneficenza

ROMA – C’è chi si finge un terremotato per avere agevolazioni, chi invece organizza raccolte di beneficenza i cui soldi non arriveranno mai alle persone colpite dal sisma. Dopo gli sciacalli che nell’immediato della disgrazia rubano tra le macerie quel poco che riescono ad arraffare dalle case distrutte tra Amatrice, Norcia e Accumuli, arrivano anche gli sciacalli del dopo-terremoto, che usano la tragedia per arricchirsi.

A parlare dei nuovi sciacalli che sono finiti nel mirino della Finanza e di tre procure italiane, sono Giuliano Foschini e Fabio Tonacci sul quotidiano Repubblica. Tra le “pratiche” consuete c’è quella di alzare i prezzi degli affitti e il costo delle merci per gli sfollati:

“Gli sciacalli, ora, hanno il volto di chi vive a Roma eppure si finge terremotato per rubare allo Stato i 600 euro mensili per l’autonoma sistemazione. Hanno la sfacciataggine di chi utilizza il nome di Amatrice per vendere braccialetti o magliette con la promessa di fare beneficenza, salvo poi tenersi l’incasso. C’è poi l’aspetto di chi alza i canoni degli affitti perché “così impone il mercato, signori”. Ma nei giorni immediatamente successivi alle scosse del 24 agosto erano stati individuati alcuni distributori di benzina che avevano aumentato del 30 per cento il costo del carburante. Lo stesso è avvenuto a novembre nelle Marche. Anche sugli insaccati, risorsa economica soprattutto sul versante umbro, c’è stato chi ha provato ad approfittare: a Norcia hanno fatto incetta di prosciutti e salumi a basso costo da quelle aziende che, per colpa del sisma, non avevano più le cantine dove conservarli e rischiavano di vederli deperire.

Il terremoto, scrivono i giornalisti, diventa un business e Amatrice viene trasformata in un macabro brand:

“Il cratere del centro Italia, vista la vastità, impone un’attenzione maggiore: saranno circa 120mila, secondo le stime, le abitazioni considerate inagibili o comunque gravemente lesionate al termine delle verifiche. A L’Aquila erano 75mila. In via preventiva la Protezione civile ha siglato un accordo con la Guardia di Finanza. “Servirà a garantire legalità e correttezza alle popolazioni colpite dal terremoto”, promette il comandante generale, Giorgio Toschi. È stata creata una banca dati unificata per condividere le informazioni e velocizzare il monitoraggio. “Perché – sostiene il capo del Dipartimento di Protezione Civile Francesco Curcio – lo sforzo straordinario che stiamo facendo serve anche per prevenire e contrastare la speculazione sul terremoto”.

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