Cronaca Italia

Terremoto centro Italia, oltre alle scosse arriva il gelo della notte e altra neve

Terremoto centro Italia, oltre alle scosse arriva il gelo della notte e altra neveL’AQUILA – La terra trema ancora tra Amatrice e Norcia. Quattro le scosse di magnitudo oltre 5, che sono state avvertite fino a Roma, Ancona e Firenze. Oltre 150 le scosse dello sciame sismico di magnitudo compresa tra 2 e 5. L’incubo per i terremotati non si placa e ora arriva la notte in questo mercoledì 18 gennaio e altra neve. Un incubo che non sembra voler finire per chi si è ritrovato con la casa che tremava e oltre mezzo metro di neve in strada, dove era impossibile trovare riparo.

Alle 10,25 del mattino del 18 gennaio arriva la prima scossa di terremoto tra Lazio, Abruzzo e Marche. La magnitudo è di 5,3, l’epicentro tra L’Aquila e Rieti, dove dal 24 agosto la popolazione non trova pace. Poi alle 11,14 una nuova scossa, stavolta magnitudo 5.5. Alle 11,25 un’altra, del 5,4 ma più prolungata. Poi alle 14,33 l’ultima scossa di magnitudo 5, anche questa durata diversi secondi. L’epicentro del terremoto è sempre lo stesso, una striscia di territorio lunga 15 chilometri e larga 6 tra Rieti e L’Aquila, dove i terremotati dallo scorso agosto fanno i conti con uno sciame sismico che non è mai finito e che continua a scatenarsi, abbattendo quegli edifici e quei luoghi che erano sopravvissuti alle forti scosse di agosto e di ottobre.

Ora cala la notte tra Amatrice e Accumuli, tra Norcia e Castiglione. Luoghi dove dopo il terremoto, nelle scorse settimane è arrivata anche la neve. Oltre mezzo metro di coltre bianca che da giorni ha causato danni e disagi, lasciando molti in Abruzzo senza energia elettrica e al freddo. Una notte che porta ancora più paura e ancora più freddo quella tra il 18 e il 19 gennaio, con la neve che ricomincia a cadere e la terra che non vuole smettere di tremare.

Dalla serata di mercoledì infatti le previsioni parlano di nuove nevicate a partire da quota 200 metri in Abruzzo e Molise, con la Protezione civile che ha emesso un bollettino di criticità ‘arancione’ (secondo di tre livelli di rischio idrogeologico) sui bacini orientali dell’Abruzzo e sul bacino del Fortore in Puglia per la giornata di giovedì 19 gennaio, criticità ‘gialla’ invece su Sardegna occidentale, Sicilia sud-orientale, sul resto della Puglia, Abruzzo occidentale, Marche e sui bacini del Molise.

Ad Amatrice il Campo S.Angelo che ha ospitato i soccorsi della Protezione Civile dal 24 agosto è ricoperto dalla neve, circa 150 centimetri. La situazione con le nuove scosse e la nuova perturbazione si fa sempre più difficile. Mario Feliziani, della AIPS associazione Amatrice, racconta:

“La nostra sede resiste ancora ai terremoti inclementi e all’isolamento della neve. Stiamo bene ma siamo scoraggiati dai ritardi della ricostruzione, dalle strade ancora impercorribili e dalla lentezza delle azioni a favore di questa Terra martoriata dai terremoti e dalle promesse che ancora non vediamo realizzate”.

A Norcia e Cascia invece è arrivato anche l’esercito per cercare di sgomberare le strade dalla neve. I militari sono stati impegnati in particolare nelle frazioni di Frascaro e di San Pellegrino e poi si sposteranno anche in altre aree. Loro, arrivati sul luogo, raccontano:

“La gente è impaurita per le ultime scosse  e vuole strade libere per allontanarsi in caso di necessità”.

Prosegue anche l’impegno degli alpini per pattugliare le aree tra Umbria e Marche colpite dal sisma e dal maltempo. Con un presidio fisso a Castelluccio di Norcia ormai disabitato.

(Foto Ansa)

 

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