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Terremoto, con un piatto di pasta alla amatriciana 2 euro per gli aiuti: servono soldi, Codacons vigila

Terremoto, basta ordinare un piatto di pasta alla amatriciana, in qualsiasi ristorante italiano e pare anche nel mondo, per contribuire con 2 euro alla raccolta di fondi per i terremotati. Servono soldi, dicono tutti quelli che si occupano dei soccorsi, basta cibo, e, dicono ancora alla Croce Rossa, per carità restate a casa, non servono volontari inesperti e incompetenti. E anche col sangue, andateci piano, non tutti assieme, altrimenti lo si dovrà buttare.

La risposta degli italiani è stata immediata, generosa, impetuosa, al punto che i i soccorritori sono sommersi letteralmente da ogni ben di Dio. I problemi ora sono altri: una buona pianificazione della raccolta di sangue, non essere sommersi da volontari incapaci.
Il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, ha lanciato un appello:
“Chiedo di non inviare cibo né indumenti, non abbiamo carenze, il modo migliore di aiutare è l’ sms solidale al 45500″ o un accredito sul  conto comune Croce Rossa-Poste Italiane iban, numero telefonico, 065510.
Quello che serve, secondo Valeria Arnaldi del Messaggero di Roma, è, in primo luogo, denaro. In soli due giorni, al numero 45500 sono stati raccolti oltre 2,5 milioni di euro. Sottoscrizioni sono state aperte anche da Cei, Anci, Regioni e Comuni. Ad Amatrice pensa pure la Giustizia Amministrativa con il conto Fondi popolazioni colpite sisma comune amatrice, iban IT53B0558403264000000000416. Le somme raccolte saranno consegnate dal Presidente del Consiglio di Stato Alessandro Pajno al Sindaco di Amatrice.
La Protezione Civile mette sul chi vive: fate donazioni solo tramite canali ufficiali. Molti sono gli appelli che corrono su social network e whatsapp.
Il Codacons ha istituito uno sportello anti-truffe per segnalare anomalie nelle iniziative benefiche e aumenti ingiustificati dei prezzi di beni di prima necessità nelle aree limitrofe a quelle colpite, visto che in passato, non sono mancate false raccolte.
E, attenzione, se non sapete come impiegare il vostro tempo e un po’ di avventura in mezzo alle macerie può dare a questo scorcio di estate un frisson, sappiate che non siete graditi, statevene a casa, ameno per ora.
Tommaso Della Longa, portavoce della Croce Rossa, è esplicito:
“Non servono volontari sul posto, perché quelli impegnati in situazioni di emergenza devono avere una formazione specifica”.
Potranno servire, successivamente, dei professionisti.
Quanto al sangue, spiegano all’Avis, “si può conservare 42 giorni, non oltre”. Occorre programmare le donazioni con il proprio centro trasfusionale. È inutile intasare le strutture in questo periodo.
 Ignazio Schintu, emergency manager Croce Rossa ad Amatrice ha detto a Valeria Arnaldi:
“Sta arrivando troppo materiale, abbiamo difficoltà ad accatastarlo. Prima di mandare qualsiasi cosa, è bene prendere contatto con le associazioni e capire di cosa ci sia veramente necessità. I bisogni cambiano con il passare delle. Tra quindici giorni, occorrerà iniziare a pensare alla ricostruzione”.
La Croce Rossa chiede:
 inviate beni senza scadenza:
piatti di carta,
amuchina,
power bank per ricaricare i cellulari,
farmaci generici.
Tommaso Della Longa, portavoce della Croce Rossa, avverte che è impossibile fare richieste “nazionali”: “Potremmo ricevere troppi articoli”. La Croce Rossa però mantene costantemente aggiornato l’elenco di prodotti che servono nelle zone terremotate, come
carica-cellulari
piatti di carta,
oggetti che non hanno scadenza, sempre utili.
“Qualunque sia la spesa che si vuole sostenere, è fondamentale chiamare prima le associazioni attive nelle varie località”.
La Protezione Civile viterbese chiede «prodotti per la rimozione delle macerie come pale, picconi, torce»,
«prodotti per bambini,
vestiti non leggeri perché si va incontro ad autunno e inverno,
prodotti di biancheria».
La Protezione Civile di Ferrara chiede prodotti per la cura del corpo.
La parrocchia di Santa Maria Assunta di Cittareale-Posta, nel reatino, con Aiutamatrice, domanda
lettini da campeggio,
sacchi a pelo,
coperte,
cuscini,
gruppi elettrogeni a gasolio,
pannelli fotovoltaici per le tende”.
Alessandro Circiello, presidente Federcuochi Lazio, il cui dipartimento di emergenze si occupa della preparazione dei pasti nelle zone colpite , avverte:
“Non abbiamo bisogno di cibo ma basta ordinare una amatriciana nei ristoranti italiani e nel mondo per destinare due euro alla ricostruzione di Amatrice”.
I romani hanno sentito in modo particolare il dramma del terremoto e non solo perché la scossa dell 3 e mezzo del mattino li ha fatti sobbalzare nei loro letti. Molti residenti di Roma sono abruzzesi e reatini di origine, i più antichi ristoranti sono gestiti da famiglie di autentica provenienza amatriciana.
Valeria Arnaldi registra che “la raccolta dei beni di prima necessità per le zone colpite dal sisma è stata ufficialmente sospesa giovedì, con tanto di nota del Campidoglio, ma i romani hanno continuato a donare. L’annuncio dello stop, infatti, è stato dato solo la sera, e così, pur rispettando la circolare, i vari punti di raccolta allestiti in città si sono concessi una sorta di deroga per raccogliere gli ultimi oggetti portati dai tanti che, non sapendo del blocco, si sono comunque presentati con buste e scatole di prodotti e materiali vari.
«Il viavai si è attenuato rispetto ai due giorni precedenti, ma è stato comunque significativo, in media una donazione ogni dieci minuti – racconta Fabio Pierfederici, responsabile dello stadio Paolo Rosi, in via dell’Acqua Acetosa, dove Fidal Lazio ha istituito uno dei due suoi centri raccolta – Molti sono venuti chiedendo notizie della sospensione, preoccupati. Abbiamo preso tutto quello che potrebbe essere utile e abbiamo fatto partire quattro camion di materiali».
Altri due sono partiti dal secondo punto Fidal, lo stadio Nando Martellini, a Caracalla.