Blitz quotidiano
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Terremoto Eolie, forte scossa del 3.6 vicino al vulcano Marsili

MESSINA – Un terremoto di magnitudo 3.6 è stato registrato dalla rete sismica dell‘Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Ingv, alle 12,14 del 4 agosto al largo delle isole Eolie, in Sicilia. La forte scossa è avvenuta a ben 332 chilometri di profondità ed epicentro al nord della costa dell’arcipelago siciliano.

Nonostante nessun comune sia stato interessato dal sisma, l’Ingv monitora costantemente queste scosse, che sono considerate dagli esperti molto interessanti. La terra infatti ha tremato in un punto del Tirreno in cui si trovano diversi vulcani sommersi, tra cui anche il vulcano Marsili. Da tempo i geologi e i vulcanologi dell’Ingv tengono sott’occhio la zona in cui si trova il vulcano sottomarino, le cui eruzioni più recenti si sono verificate tra i 5mla e i 3mila anni fa. Gli esperti hanno rassicurato da tempo sugli effetti di una possibile eruzione sottomarina, come aveva spiegato Guido Ventura sul blog dell’Ingv:

 

“Il collasso laterale di vulcani sottomarini è un fenomeno conosciuto da tempo e, qualora si verifichi, non è detto che produca tsunami. Questi ultimi sono generalmente associati a terremoti e/o frane di isole vulcaniche o di settori della scarpata continentale. Per la valutazione dei collassi laterali dei vulcani sottomarini e della pericolosità di tali eventi è assolutamente prioritario (a) effettuare una stima della stabilità dei versanti del vulcano, (b) valutare il volume di roccia potenzialmente coinvolto, (c) conoscerne le modalità di movimento lungo il pendio e, una volta noti tutti i parametri, (d) verificare se il volume di roccia e la dinamica della frana sottomarina sono compatibili con l’innesco di uno tsunami”.

Prevedere quindi il comportamento del vulcano non è possibile, ma il monitoraggio dei terremoti sottomarini è importante per gli scienziati per raccogliere nuove informazioni.