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Terremoto, Giampaolo Giuliani: “Prevedo altre 10mila repliche”

L’AQUILA – Giampaolo Giuliani, lo studioso, o presunto tale, dei precursori sismici, sostiene che dopo le ultime scosse in Umbria e nelle Marche, “lo sciame andrà avanti con almeno altre 10 mila scosse”. “Fino ad oggi dice Giuliani – dopo la forte scossa registrata il 30 ottobre scorso, sono state rilasciate circa 6151 repliche, per così dire fisiologiche. Se ne dovranno attendere almeno altre 10.000″.

E ancora: “Voglio ricordare che storicamente, nel 1703, ebbero ad attivarsi tutte le faglie di Norcia, Amatrice, Montereale, e Pizzoli. Ecco, il quadro per applicare una buona prevenzione da parte della popolazione, sembra piuttosto chiaro”. Una tesi, quest’ultima, che Giuliani aveva già esposto in un’intervista al Tempo:

“Quello che viviamo in realtà è già accaduto, nel 1703. È storia: anche lì Amatrice, Accumoli, L’Aquila. Fu uno dei terremoti più significativi della nostra storia e l’evoluzione di oggi potrebbe ripercorrere quella di allora. Le repliche durarono più di due anni, e si ebbero reazioni anche in Toscana, Emilia, nella zona di Venezia. Poi tutto si concluse con un forte terremoto a Sulmona. Attenzione. Non voglio dire che ci sarà anche stavolta un terremoto a Sulmona, ma non possiamo non considerare quanto è successo”. “Niente panico”, ribadisce il sismologo, ma “co-no-scen-za”. Le prime polemiche con la sismologia ufficiale sono sorte nel 2004, “quando io presentai la mia ricerca sperimentale e fu tacciata da criminale. Non si poteva dire che i terremoti si potessero prevedere. A chi facevo male? Il terremoto è un fenomeno che produce Pil, e dunque c’è sempre stata un’ostilità verso di me affinché il terremoto rimanesse un fenomeno non prevedibile”. E ancora: “Sono sedici anni che studio il radon e ho informazioni su questo elemento, radioattivo, che il mondo accademico nazionale non ha, perché utilizzo uno strumento costruito da me. Io l’ho messo a disposizione di tutti, nel 2004, dal Cnr alla Protezione Civile e nessuno l’ha voluto vedere”. “Sono appena rientrato dagli Usa – conclude Giuliani – presto andrò in Siberia. Ho messo quattro macchine a rilevare in Cina e sto trattando con il governo dell’Ecuador per andare a controllare la faglia di Nazca. Ma che mi importa di starmi a giustificare con gli italiani? Tra l’altro, io le mie ricerche me le sono sempre pagate da solo, non ho mai chiesto aiuti a nessuno. Avevo solo chiesto un paio di ricercatori per analizzare i miei 16 anni di dati che hanno un’importanza scientifica incredibile”. Concessi? “Assolutamente no”. – See more at: http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/terremoto-giampaolo-giuliani-quello-che-viviamo-e-gia-accaduto-nel-1703-2578698/#sthash.5xLbEkGm.dpuf

 


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