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Terremoto: inagibile ospedale Amandola, evacuati i malati

AMANDOLA (Fermo) – L’ospedale di Amandola è stato evacuato in quanto dichiarato inagibile per problemi strutturali. Ulteriori verifiche effettuate dai tecnici dell’Università di Pavia hanno riscontrato lesioni e problemi e classificato tutta la struttura come E.

Sul posto anche il commissario Vasco Errani, il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio e il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli.

Intanto il procuratore di Macerata Giovanni Giorgio ha aperto un fascicolo di indagine contro ignoti per il crollo del campanile della Chiesa di Santa Maria in Via a Camerino, restaurato dopo il sisma del 1997 e precipitato con le scosse del 26 ottobre scorso su una palazzina di via San Giacomo, abitata da alcune studentesse, rimaste illese. La notizia è stata anticipata da Repubblica. Il reato ipotizzato, spiega Giorgio all’ANSA, è ”crollo colposo aggravato”. L’inchiesta è ”alle prime battute”.

Dopo il sisma del 24 agosto scorso, Giorgio aveva aperto più di un fascicolo di indagine a modello 45 sui danni fatti dal sisma ad altri beni culturali della provincia di Macerata già restaurati, ma poi, spiega oggi, ”dopo un confronto con la Soprintendenza sui lavori che erano stati fatti all’epoca del terremoto del ’97 li avevo chiusi”. Ora l’inchiesta è destinata ad allargarsi, e non riguarderà soltanto il campanile di Camerino, su cui Giorgio ha ricevuto una segnalazione dei carabinieri della cittadina. ”Fortunatamente non ci sono stati morti né feriti” osserva il procuratore, ma ”il quadro complessivo è cambiato”.

La palazzina sottostante la chiesa di Santa Maria in Via era deserta quando, alle 21:18 del 26 ottobre, ci fu la scossa di magnitudo 5.9. Le ragazze erano uscite dall’alloggio spaventate dalla ‘botta’ precedente, come tanti altri residenti nel centro storico. E la paura le ha salvate. Ora, dopo il terremoto di ottobre, che in un centinaio di Comuni del Maceratese ha raso al suolo o seriamente danneggiato numerosi palazzi pubblici e privati, chiese, monumenti, alcuni dei quali già sottoposti a interventi di miglioramento sismico, le indagini si fanno molto più estese e complesse: ”al momento – afferma Giorgio – non ho ritenuto di ipotizzare il reato di disastro colposo, ma prima di ogni ulteriore decisione devo poter accedere di persona alle ‘zone rosse’, verificare le numerose segnalazioni informali o voci de relato che mi sono giunte, e disporre consulenze tecniche”. Nel mirino della procura finiranno inevitabilmente anche i lavori eseguiti sulla trentina di scuole e le decine di municipi resi inagibili, in molti casi finanziati con i fondi della ricostruzione di 19 anni fa. Un’indagine analoga è già in corso presso la procura di Ascoli Piceno sui danni provocati nel territorio piceno dal sisma del 24 agosto.