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Terremoto, inesauribile fabbrica delle fantasie: 142 secondi di scossa

RIETI – Quei famosi e interminabili 142 secondi di paura? Sono solo un’altra bufala del terremoto che ha sconvolto il Centro Italia. Un evento tanto disastroso da essere divenuto, come spesso accade, inesauribile fabbrica di fantasie. La leggenda metropolitana della scossa interminabile è uno dei dettagli che più hanno attecchito nell’immaginario collettivo, forse figlia di un altro grande equivoco: quello sulla magnitudo falsata per non pagare i danni. Si perché una scossa di oltre 2 minuti si verifica solo in caso di grandi eventi sismici, di gran lunga superiori al grado 6.

Nei giorni immediatamente successivi al crollo di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, i complottisti facevano riferimento ad un decreto del governo Monti che nel 2012 aveva stabilito che i terremoti fino al grado 6,1 sarebbero stati di competenza degli enti locali per quanto riguarda i risarcimenti, quelli di entità superiore li avrebbe invece pagati lo Stato. Ma il temuto articolo 2 è stato in realtà soppresso con la conversione in legge del decreto.

Che i 142 secondi siano solo una fantasia lo certifica una voce più che autorevole: Carlo Doglioni, presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che spiega al quotidiano la Stampa, “il sisma del 24 agosto è durato tra i 15 e i 20 secondi“.

Eppure chi c’era quella terribile notte del 24 agosto, giura che il terrore è durato molto di più. Cosa è accaduto? La percezione sbagliata sarebbe stata dovuta a un verosimile meccanismo di propagazione delle onde sismiche. Spiega sempre Doglioni alla Stampa:

“I due minuti abbondanti di cui si è parlato per la scossa di Amatrice sono dovuti al riverbero, anche perché un terremoto del genere di due minuti avrebbe provocato una devastazione totale, poi c’è una componente psicologica perché tutto in quei momenti può sembrare un’eternità”.

E precisa che i terremoti che durano di più sono appunto quelli che hanno una magnitudo maggiore:

“Soltanto i grandi eventi che si verificano in zone altamente sismiche come il Giappone e il Cile possono arrivare a durare due minuti”. E in Italia il terremoto dell’Irpinia del 1980, pari a 6.9 della scala Richter, è durato 1 minuto e 30 secondi, questi sì accertati. Le vittime in quel caso furono 2.914.