Cronaca Italia

Terremoto Ischia, il caso della magnitudo: da 3.6 a 4.0. Per l’Usgs è 4.3

Terremoto Ischia, il caso della magnitudo: da 3.6 a 4.0

Terremoto Ischia, il caso della magnitudo: da 3.6 a 4.0

ROMA – È un caso la classificazione della magnitudo del terremoto che ha colpito Ischia nella sera di lunedì 21 agosto. Nelle prime tre ore dopo il sisma, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), ha sempre parlato di magnitudo 3.6, un valore considerato da subito troppo basso alla luce dei crolli e della devastazione causati dal terremoto.

Poco dopo la mezzanotte, l’INGV ha cambiato valori, passando dalla magnitudo di 3,6 a quella di 4,0. Il nuovo valore è riportato sul sito dell’Istituto e si riferisce alla magnitudo calcolata sulla base della durata dell’evento (MD). Il precedente valore di 3.6 si riferiva invece alla magnitudo locale (ML). I sismologi del Centro Nazionale Terremoti dell’Ingv sono al lavoro per calcolare il valore definitivo.

Il presidente dell’Ingv Carlo Doglioni ha spiegato che il comunicato pubblicato inizialmente sul sito dell’istituto, che indicava una magnitudo 3.6 e a 10 km di profondità, è legato a informazioni redatte in automatico dal sistema informatico, che spesso indica una profondità di 10 km.

“Da quello che sappiamo finora il terremoto è di origine tettonica e non vulcanica” ha spiegato il presidente dell’Ingv.  Sulle conseguenze che la scossa ha avuto nell’isola, Dogliani conclude che “non è una novità che terremoti anche di bassa magnitudo facciano danni, perché superficiali e perché le costruzioni non sono adeguate”.

Pochi minuti prima, era stato Enzo Boschi, ex presidente dell’Ingv, a manifestare le sue perplessità su Twitter: “Pur senza accesso ai dati, penso che 3.6 magnitudo del terremoto di Ischia sia una sottovalutazione. Anche la profondità è da verificare”. L’Usgs, agenzia scientifica del Governo degli Stati Uniti, aveva parlato da subito di magnitudo 4.3.

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