Cronaca Italia

Terremoto, l’esperto: “Ce ne saranno altri. Bisogna mettere in sicurezza le case”

Terremoto, l'esperto: "Ce ne saranno altri. Bisogna mettere in sicurezza le case"

Terremoto, l’esperto: “Ce ne saranno altri. Bisogna mettere in sicurezza le case”

ROMA – Non si può escludere la probabilità che prima o poi avvengano altri terremoti nelle zone colpite dal sisma del 24 agosto. Non si possono fare previsioni, ma in materia di terremoti è possibile soltanto calcolare delle probabilità. Quindi mettere le case in sicurezza è l’unica possibilità concreta di riuscire a ridurre i danni e a risparmiare vite umane.

Per il presidente della Commissione Grandi Rischi, Sergio Bertolucci, “ci vuole un segnale chiaro” che solleciti in Italia l’urgenza di mettere in sicurezza case ed edifici pubblici. “Il rischio sismico c’è, ma il danno che viene da quel rischio può essere cambiato di un fattore enorme”. Lo dimostra, ha aggiunto. l’esperienza di altri Paesi sismici, come il Giappone, dove un terremoto di magnitudo 6 non ha effetti disastrosi.

“Non si sa quando arriva un terremoto, ma si sa da dove vengono i morti quando gli edifici sono mal costruiti”. Per questo, ha aggiunto, “se vogliamo fare dell’Italia un Paese moderno, dobbiamo cominciare a non spaventarci dalle cifre che occorrono per mettere gli edifici in sicurezza. Si potrebbe partire – ha osservato – intervenendo dove è più necessario, ad esempio cominciando a sistemare i centri che si trovano nelle zone nelle quali i terremoti sono più probabili”.

Sono aree note, indicate della carta della sismicità, e inoltre “non si può escludere la probabilità di un terremoto nella zona di faglie che si è attivata con il sisma del 24 agosto”. In questa zona, ha osservato, esistono “faglie silenti da molto tempo, il che non significa che non siano pericolose perché tutto intorno a esse si muove e sta accumulando energia”. Alla luce di queste considerazioni “nessuno – ha rilevato Bertolucci – è in grado di dire che si sarà un terremoto fra 20 giorni, fra un mese o fra un anno, ma non si può escludere che nei prossimi anni in questa zona di faglie sia probabile un terremoto”.

Nel frattempo i sismologi continuano a lavorare senza sosta per conoscere le caratteristiche della faglia che ha provocato il sisma del 24 agosto e si continua a tenere il conto delle repliche. Sfiorano le 1.500 le scosse di magnitudo superiore a 2.0 registrate a partire da quella principale.

Complessivamente sono stati 113 i terremoti di magnitudo compresa tra 3.0 e 4.0, 11 quelli localizzati di magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0 e uno di magnitudo maggiore di 5.0. Di quelli registrati nella giornata di oggi, il più forte, di magnitudo 4,0 è avvenuto alle 4.50 italiane a circa 9 chilometri da Arquata del Tronto (Ascoli Piceno); sempre a pochi chilometri da Arquata è stata registrata alle 12.40 la seconda scossa più intensa della giornata, di magnitudo 3,6.

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