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Terremoto Marche Umbria: possibile abbassamento suolo 20 cm

ROMA – Sulla base delle prime immagini ricevute dai satelliti, non ancora ottimali, è possibile fare una prima stima di un abbassamento del suolo di un ventina di centimetri in seguito al terremoto avvenuto il 26 ottobre fra Perugia e Macerata.

Lo ha detto il sismologo Stefano Salvi, dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Le prime immagini arrivate dai satelliti sono state rilevati da quelli della costellazione Cosmo SkyMed, dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e da Sentinel 1 dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa). “Purtroppo – ha osservato – nell’elaborazione delle immagini c’è ancora molto rumore, forse a causa dei rilievi e della fitta vegetazione dell’area, ma possiamo capire che arriviamo ad un abbassamento del suolo di circa 20 centimetri”. Si attendono adesso altre immagini che permettano di elaborare modelli più precisi della deformazione del suolo.

Il primo forte terremoto del 26 ottobre scorso, quello di magnitudo 5,4, può essere considerato una replica del sisma del 24 agosto. E’ quanto emerge dalle analisi in corso da parte dei sismologi dell’istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Il terremoto di magnitudo 5,4 avvenuto alle 19.10 del 26 ottobre fra Perugia e Macerata è infatti avvenuto nel margine settentrionale della sequenza sismica che si era attivata 24 agosto. “Per questo può essere considerato a tutti gli effetti una replica del terremoto di agosto”, ha osservato il sismologo Massimo Cocco, dell’Ingv.


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