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Terremoto minaccia i manoscritti originali di Giacomo Leopardi

MACERATA – Le scosse di terremoto continuano a imperversare nel centro Italia e mettono a rischio i manoscritti originali di Giacomo Leopardi, dall’Infinito a Alla Luna. A lanciare un appello affinché le opere siano messe al sicuro è l’architetto Luca Cristini,  direttore dell’Ufficio beni culturali dell’Arcidiocesi di Camerino e San Severino Marche (Macerata).

Nel museo infatti si trovano ben 27 manoscritti di Giacomo Leopardi, scrive Il Messaggero, che sono conservati nell’antico Palazzo dei Governatori di Visso:

“Il palazzo è sovrastato dalla chiesa di Sant’Agostino (XIV secolo), sede del Museo civico diocesano, dove risulta gravemente danneggiato il campanile a vela e dissesti si notano anche nei due pinnacoli della facciata, con pericolo di crollo sull’antistante piazza Martiri vissani. Il museo è di proprietà della Diocesi, mentre il prezioso patrimonio letterario costituito dai manoscritti leopardiani appartiene al Comune. Oltre al manoscritto autentico dell’Infinito (con le correzioni che vi apportò il poeta) ci sono anche gli altri Idilli, tra cui La sera del dì di festa, e Alla luna.

«I manoscritti – spiega Cristini al Resto del Carlino – erano in pos del prof. Prospero Viani, studioso del Leopardi ma soprattutto grande collezionista delle sue creazioni letterarie. Temendo che alla sua morte quelle opere finissero in malora si decise a venderle, e fu grazie alla sensibilità del sindaco di Visso (che era anche deputato del Regno), Giovan Battista Gaola Antinori, che nel 1868, su suggerimento del sindaco di Apiro, si attivò per portare nel patrimonio di quella città questo prezioso bene. Il rischio grave – mette in guardia Cristini – è che finisca tutto tra le macerie. Io quindi consiglierei al Comune di mettere i manoscritti al sicuro, anche nel caveau di una banca. Ma a rischio ci sono altre opere ancora, come la scultura originale in legno della Madonna di Macereto, dipinti di notevole valore e oggetti di oreficeria del 1400»”.


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