Blitz quotidiano
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Terremoto: morto maresciallo Carlo Chiodi, andò in missione in Libano

AMATRICE – Sono morti ad Amatrice, sepolti dalle macerie. Una guerra che il primo maresciallo dei bersaglieri Carlo Chiodi non è riuscito a vincere, lui che ha contribuito a portare la pace in Libano. Nel paese del reatino che tanto amava hanno perso la vita anche la moglie Maria e la piccola Angelica, una bimba di 7 anni per cui piangono anche tutti i suoi amici del gruppo Scout Roma 88. Una famiglia romana, come tante altre che hanno perso la vita nel sisma.

Carlo Chiodi l’anno scorso ha lavorato al quartier generale di Unifil a Naqoura nel Libano meridionale. Dal comando operativo centrale era stato mandato in missione tra i Caschi blu dell’Onu. Sovrintendeva sui quasi 1.500 uomini del contingente italiano: si occupava di tutto ciò che arrivava e partiva, dal posto aereo per il ‘fine missione’ alla concessione di una licenza. Era legatissimo alla sua famiglia e soprattutto alla figlia Angelica.

Buona caccia sorellina“, “Ciao Angelica… In questo momento non so cosa fare, vorrei che fossi qui a sorridermi ancora”, scrivono con dolore e commozione i suoi amici nei messaggi pubblicati sul profilo facebook del gruppo scout della Capitale Agesci Roma 88. Era una piccola “lupetta” e nelle foto appare sempre con il sorriso.

“Aveva gli occhi dolcissimi, era una bambina socievole e sempre sorridente – ricorda padre Lucio, parroco di Santa Maria Regina Mundi, in zona Torre Spaccata, in cui è attivo il gruppo scout – Frequentava anche il catechismo e quest’anno avrebbe dovuto fare la prima comunione. Sappiamo che era in vacanza ad Amatrice con la mamma Maria e il papà Carlo, anche loro vittime del sisma. Pare sia crollata la palazzina dove alloggiavano e i parenti abbiano scavato tra le macerie per cercarli”.