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YOUTUBE Terremoto Pescara del Tronto, bimba di 10 anni estratta viva dopo 15 ore

PESCARA DEL TRONTO – Una buona notizia da Pescara del Tronto (Ascoli Piceno), uno dei Comuni del Centro Italia devastati dal terremoto di mercoledì 24 agosto. E’ stata estratta ancora viva la bimba di circa 10 anni rimasta intrappolata sotto le macerie per circa 15 ore. Purtroppo, però, la sorella della piccola non ce l’ha fatta.

Pescara del Tronto è uno dei paesi più colpiti dal sisma. Le strade sembrano essere esplose. Enormi crepe segnano l’asfalto. Ovunque i segni della distruzione, con i detriti delle case sbriciolate mescolati a carcasse d’auto, vetri, brandelli di vite perdute.

I morti accertati, secondo i dati diffusi nella serata di mercoledì, sono 20, un centinaio i feriti. Diversi sono in gravi condizioni. I soccorritori cercano di aprirsi una strada per individuare sopravvissuti. Ma la speranza si affievolisce con il passare delle ore. “Da mezzogiorno troviamo solo cadaveri”, dice un ragazzo della protezione civile esausto. “Qui è peggio dell’Aquila”, sussurra un altro volontario attonito. E’ un reduce del sisma che ha devastato il capoluogo abruzzese.

Pescara del Tronto è abbarbicata su una ripida collina a ridosso delle montagne. Un passo falso potrebbe causare crolli a catena. Gli smottamenti scendono giù fino a valle e lambiscono la Salaria.

Nel campo di primo soccorso nella vicina Arquata, sventrata dal sisma con un bilancio di almeno 4 morti, scorrono a fiumi le lacrime. “L’abbiamo lasciato solo”, urla disperata una signora parlando del marito, mentre i parenti provano a consolarla. Accanto a lei arrivano due bambini. Uno è coperto da un telo termico. E’ sporco di terra e sangue ma per fortuna è illeso. Così come altri due ragazzini salvati prima dalla nonna e poi dallo zio. Lo stesso che salendo la ripida salita verso il paese ha rimesso al suo posto la testa di una madonnina sfregiata dal sisma per accendere la speranza di trovare vivi i nipoti.

Nessuno sa con precisione quanti siano i dispersi. Il paese conta d’inverno un centinaio di persone. Ma d’estate si popola, soprattutto di romani. Le utenze telefoniche ed elettriche sono 200. “Se fosse successo a ferragosto sarebbe stato un massacro”, spiega un giovane, “il paese era pieno”. In tanti potrebbero essere arrivati per la festa della Spelonga, molto sentita da queste parti. I soccorritori esausti scendono dalla ripida collina. Si rincorrono voci su altri morti. Ma ad alimentare la speranza è la notizia della bambina estratta viva dopo quasi 15 ore.

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