Cronaca Italia

Terremoto Pescara del Tronto, Lorenzo Filotei: “Ho sentito la terra venire verso di noi”

Terremoto Pescara del Tronto, Lorenzo Filotei: "Ho sentito la terra venire verso di noi"

Terremoto Pescara del Tronto, Lorenzo Filotei: “Ho sentito la terra venire verso di noi”

ASCOLI PICENO – La notte del 24 agosto Lorenzo Filotei era a passeggio per le vie di Pescara del Tronto (Ascoli Piceno) quando si è scatenato il terremoto. Era insieme ad alcuni amici. Molti di loro sono morti. Lui si è salvato: “‘Senti la terra che trema, che viene verso di te, i lampioni si spengono per due minuti”, ha raccontato all’Ansa, ripercorrendo quei momenti che non dimenticherà mai più.

E’ vivo, così come i suoi genitori, ma la sua casa è semidistrutta, e ha perso molti parenti, la nonna, cinque zii. L’ultimo, 77 anni, se n’è andato proprio sabato mattina all’ospedale di Perugia dove era ricoverato, mentre ad Ascoli Piceno cominciavano i funerali solenni per 35 delle vittime del sisma. 

2x1000 PD

“Le loro case sono state sfondate, sono franate addosso. Anche mia nonna è morta, travolta nel letto” racconta Lorenzo all’Ansa. Anche se sta seduto su una sedia a rotelle per via delle ferite, non gravi, riportate ad un piede, è voluto essere presente alle esequie dei tanti morti, parenti e amici del suo paese, Pescara del Tronto.

“Io ci vivevo, lì, con la mia famiglia, tutto l’anno, c’abbiamo speso tanto per quella casa… E’ venuta giù la facciata”. Folti capelli neri, una gran voglia di parlare, Lorenzo non prende fiato: ”Adesso dormo nelle tende a Borgo d’Arquata e vado a lavarmi a casa di uno zio di un mio amico”.

Quando è arrivata la scossa, alle 3:36, era in strada a Pescara del Tronto. L’ultimo giro, per recuperare dei gattini che si erano allontanati. “Eravamo in otto, ci siamo diretti verso una specie di parchetto, li abbiamo trovati e io ho detto a Tommaso Reitano, un amico che era con me e che purtroppo è morto, ‘prima di andare a dormire riportiamoli a casa noi, perché i gatti mica sono come i cani che ci tornano da soli, e per di più c’è questo che è piccoletto…”’.

Qualche secondo, poi l’ecatombe. Che il ragazzo descrive con un ritmo sempre più incalzante, quasi stesse rivivendo quegli attimi. ”Senti la terra che trema, che viene verso di te, i lampioni si spengono per due minuti. In quei momenti cerchi di fare tutto quello che puoi fare, di prendere chi puoi prendere… c’era una ragazza vicino a me che ho cercato di proteggere. Poi chiudi gli occhi e ti devi buttare per terra. Ad un certo punto ho aperto gli occhi per un attimo, e ho visto il disastro che c’era intorno a noi”.

To Top