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Terremoto Roma, la mappa delle zone più a rischio: centro, Tiburtina…

ROMA – “A Roma è più a rischio il centro storico rispetto a Ostia. A rischio anche zona Tiburtina, Appia e Tuscolana”. Antonio Colombi, geologo della Protezione Civile, autore della mappa sismica della Regione Lazio, in questi giorni ad Amatrice, spiega “perché ci sono edifici storici con case arroccate e vicine, con vicoli stretti”. Pericolosità più alta al Tuscolano, Tiburtino e Nomentano, mentre le zone del mare da Terracina all’Argentario sono asismiche. Nella classifica del rischio Roma è medio-bassa rispetto ad Amatrice che è alta. Ma la normativa antisismica sugli edifici, obbligatoria per ospedali e scuole, è applicata poco.

L’Appio-Tuscolano, il Tiburtino e il Nomentano sono infatti tra i quartieri che nel 2009 hanno aumentato la pericolosità sismica di un punto, mentre l’Eur, la Storta e la piana del Tevere sono zone meno soggette alle onde del terremoto.

Come scrive Manuela Pelati per Il Corriere della Sera:

La mappa della Regione Lazio che pone Roma nella “zona sismica 2 e 3” ossia con una pericolosità medio-bassa, divide la capitale in due grandi aree, con il Tevere che fa da spartiacque. La scala da 1 a 4 (da molto bassa ad alta sismicità) si riferisce all’onda tellurica, non all’urbanistica. «Il centro storico di Roma è più a rischio perché ci sono edifici storici con case arroccate e vicine con vicoli stretti» dichiara Colombi. Cercando di individuare differenze tra quartieri però «non si può generalizzare tra le colline come i Parioli, Monteverde e Monte Mario, si può solo dire che dove ci sono spazi aperti, c’è meno rischio». E inoltre: «Il Gianicolo sulla circonvallazione non è a rischio: anche se lì si creano le voragini, non è per un vuoto che crolla tutto, le voragini non si collegano ai terremoti».

A Roma ci sono case come ad Amatrice? «Prima di tutto facciamo una distinzione: Amatrice è una zona ad alta pericolosità per i terremoti. E poi possiamo dire che per gli edifici non è da escludere perché le normative antisismiche sono partite nel 1974 e le case costruite prima non sono sotto questa normativa. Ma questo non vuol dire che crollano». La cartina più ampia del Lazio mostra come la provincia di Latina sia asismica e a zona costiera e la provincia di Viterbo poco sismica. «Dalla costa all’Appennino aumenta la probabilità di intensità, mentre la pericolosità è dovuta alla tenuta degli edifici» aggiunge Colombi.


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