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Terremoto, sindaco Accumoli: “Spero che il nostro paese non venga dimenticato”

ROMA – “È tutto per terra”, poi le lacrime. Stefano Petrucci, sindaco di Accumoli, non trattiene la commozione, intervistato indiretta dall’inviata di SkyTg24: troppo grande è la devastazione intorno a lui. Il terremoto di questa notte ha praticamente raso al suolo interi paesi. Accumoli, Amatrice,Pescara del Tronto, piccoli Comuni a cavallo dell’Appennino tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo.

Il sindaco è senza forze, dopo ore di sopralluoghi nelle piccole frazioni montane: “Il centro fa 500 abitanti, ma d’estate con chi torna per le vacanze si arriva anche a 2.000″. Non c’è spazio per l’ottimismo: troppi danni, oltre ovviamente al bilancio dei morti che è destinato a crescere di ora in ora. “Penso a L’Aquila – conclude amaramente, tra i singhiozzi -, alla ricostruzione che ancora non è finita. Mi auguro che un piccolo paese come il nostro non venga dimenticato”. Ma la sua disperazione emerge da un’altra frase: “Che pensieri ha?”, gli chiede l’inviata. Lui, balbettante, può solo dire: “Eh, i pensieri forse… Meglio pensare al passato”.

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