Cronaca Italia

Terremoto: triangolo delle scosse tagliato fuori dal mondo, niente strade e niente telefoni

Terremoto: triangolo delle scosse tagliato fuori dal mondo, non si arriva e non si sente

Terremoto: triangolo delle scosse tagliato fuori dal mondo, non si arriva e non si sente

ROMA – Niente luce, niente strade, niente telefoni: dopo i due metri di neve e le forti scosse di terremoto, c’è un triangolo che ha come vertici L’Aquila, Rieti e Ascoli Piceno, completamente isolato, tagliato fuori dal mondo. Un triangolo composto da piccoli paesini in cui non ci si arriva e da cui non si può andare via. Un triangolo con il quale neanche si può comunicare al momento vista l’assenza di luce e telefoni. Un triangolo inoltre dove la gente che ci vive non sa più cosa fare: prima se c’era solo la neve si stava chiusi in casa ad aspettare, adesso dopo le tre forti scosse di terremoto tutte di magnitudo sopra 5, neanche quello si può più fare perchè la casa non è posto sicuro.

Fuori la neve è alta e ha bloccato le strade, in casa la paura è tanta. Ma anche volendo provare comunque ad uscire, la macchina è sepolta sotto 2 metri di neve e una lastra di ghiaccio. Difficile metterla in moto. Si potrebbe telefonare e mettersi in contatto con qualcuno, magari con i soccorsi. No, neanche quello si può perchè da quasi 24 ore manca la corrente e le batterie dei cellulari si scaricano. Il telefono fisso è fuori uso. Il consiglio che arriva dai sindaci di questi paesi isolati (Campotosto, Laringo, Arquata, Accumoli, Poggio Cancelli…) è quello di provare a caricare il cellulare con la batteria della macchina, come tentativo estremo per contattare qualcuno e tornare nel mondo.

“Siamo per strada, sommersi dalla neve e non riusciamo nemmeno a scappare. Le automobili non possono muoversi per via della neve. Continuano a esserci scosse e la gente urla per strada. Cerco inutilmente di contattare mia madre che si trova in una struttura di Montereale”. Questa la drammatica testimonianza, tra le lacrime, di Serena Testa che vive a Marruci frazione di Pizzoli in provincia dell’Aquila vicinissima alla zona dell’epicentro delle scosse.

Ad Acquasanta per esempio (vicino Ascoli Piceno) il sindaco lancia l’allarme. “Non so se le fortissime scosse di oggi hanno fatto altri danni: so che da stamani abbiamo una serie di black-out, anziani bloccati in casa dalla neve, che ha raggiunto un metro e mezzo di altezza, e intere frazioni isolate: Pian dell’Oro, Farno, Agore, Pozza, Pito, Venamartello. Ci servono mezzi pesanti per liberare le strade, subito”. Il comune è uno dei più vicini nelle Marche all’epicentro del sisma odierno, con la gran parte degli abitanti sfollati lungo la costa già dopo il terremoto del 24 agosto scorso. In montagna però sono rimasti gli allevatori: “Vivono nei container, riscaldati elettricamente, e dunque ora sono al gelo”. I telefonini cellulari, “quando funzionano, sono l’unico mezzo di comunicazione”. Stangoni chiede che gli aiuti arrivino al più presto: “Non ci servono spalatori, ma spartineve”.

Sono stati invece soccorsi da un pullman sostitutivo i 12 i viaggiatori del treno regionale 7100, bloccato lungo la linea ferroviaria Civitanova-Albacina, direzione Fabriano-Macerata, intorno alle 11:35, per accertamenti tecnici sulla tratta dopo le scosse di terremoto. Alle 12:20 un bus sostitutivo è riuscito a raggiungere il convoglio fermo non lontano dalla stazione di San Severino Marche (e non San Ginesio come si era appreso in un primo momento), i viaggiatori vi sono saliti e hanno ripreso il viaggio verso Macerata.

“È una situazione abbastanza complicata. Stiamo ricevendo i ritorni dal territorio, ovviamente il sisma è stato avvertito in maniera chiara su tutta la parte centrale fino alla Capitale. Al termine delle verifiche potremo dire se abbiamo avuto situazioni particolarmente difficili o meno”, ha detto a Skytg24 il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio. “In quella zona sta nevicando ormai da diverse ore, in maniera ininterrotta, e continuerà a nevicare ancora per le prossime ore”.

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