Cronaca Italia

Terremoto Visso, dopo il terremoto la neve: ancora scosse e maltempo

Terremoto Visso, dopo il terremoto la neve: ancora scosse e maltempo

Terremoto Visso, dopo il terremoto la neve: ancora scosse e maltempo (Foto archivio Ansa)

MACERATA – Una nuova scossa di terremoto di magnitudo 3.3 è stata registrata il 5 gennaio a Visso, in provincia di Macerata. Lo sciame sismico nel centro Italia non intende cessare e ad aggravare la situazione dei terremotati arrivano anche il freddo e la neve, che ha causato la chiusura delle strade. La situazione è critica a Visso, dove l’unica strada di accesso al paese è stata chiusa proprio causa neve e gli automobilisti sono rimasti bloccati.

Il sindaco Giuliano Pazzaglini ha definito questo giovedì 5 gennaio come “una giornata da dimenticare”. In primo luogo per

San raffaele

”le carenze del piano neve dell’Anas: molti automobilisti sono rimasti bloccati per alcuni mezzi pesanti che si sono intraversati fra Castelsantangelo sul Nera e Visso. Quando la Sp era gestita dalla Provincia di Macerata non ricordo criticità come queste”.

Unica notizia positiva, il salvataggio di quasi tutte le pergamene rimaste sotto le macerie della sala del Consiglio comunale, completato oggi ”nonostante l’ondata di maltempo. Un patrimonio importantissimo per il paese”.

Nei prossimi giorni poi comincerà a Macerata la messa in sicurezza del Santuario di Santa Maria delle Vergini, con la cerchiatura del tamburo della cupola e di altri interventi necessari. A renderlo noto è l’assessore ai beni culturali Stefania Monteverde, dopo un sopralluogo dei vigili del fuoco e dei tecnici del Mibact. La cupola è lì dal 1566 ed è un patrimonio inestimabile, danneggiato al terremoto, ha spiegato la Monteverde:

”Abbiamo anche concordato il recupero delle opere d’arte che si trovano ancora nella chiesa, e debbono essere messe in sicurezza nei depositi del Palazzo Buonaccorsi insieme alle altre già recuperate nel primo intervento fatto”.

In particolare, dovrà essere spostato l’affresco della Madonna delle Vergini che il 31 marzo del 1605 venne tagliato dal muro della chiesa originaria, poi demolita, e trasportato nella grande cappella dove si trova ora.

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