Blitz quotidiano
powered by aruba

“Terroni maledetti” si può dire ma non troppo o è stalking

UDINE – “Terroni maledetti” si può dire, ma senza troppa insistenza, se no diventa stalking. Questo sembra di capire essere il senso di una sentenza con cui è stato condannato Remo Mortelli, 83 anni, di Casarsa (Pordenone) a un anno di reclusione per atti persecutori nei confronti di alcuni vicini di casa, mentre è stato assolto dalla accusa di ingiuria. Dovrà anche pagare un indennizzo di 5 mila euro ai vicini e tutto sommato gli è andata bene perché il giudice Licia Consuelo Marino, che lo ha condannato, ha ridotto a un quarto le richieste delle vittime.

Secondo l’accusa Mortelli aveva coperto di improperi i vicini, con frasi tipo:

“Vi rovino, andate via terroni maledetti, ve la faccio pagare”.

All’origine degli attriti, spiega il Gazzettino di Venezia, c’era il fatto che Remo Mortelli, dopo avere vissuto e lavorato per molti anni in Svizzera, dagli svizzeri aveva preso gli orari

“molto precisi: si alzava all’alba, andava a dormire alle 21 e quando riposava non voleva sentire rumori, soprattutto quelli prodotti dai tacchi delle scarpe.

I fatti, aggiunge il Messaggero Veneto, risalgono al 2010. I vicini di Mortelli

si erano rivolti all’autorità giudiziaria ritenendo di aver subìto una vera e propria forma di stalking. Si trattava di urla, grida, minacce pedinamenti. […] Una serie di comportamenti che pubblico ministero e giudice hanno ritenuto rientranti nella fattispecie dello stalking. Da qui la condanna a un anno. Il pm aveva chiesto una pena inferiore rispetto a quella che è risultata poi la condanna, ovvero 6 mesi.